mercoledì 16 maggio 2007

IL GRILLO PARLANTE


Peppermint Jam Records Gmbh. Ricordatevi questo nome. Potrebbe arrivarvi a casa una multa di 330 euro dal suo avvocato Otto Mahlknecht di Bolzano, detto Otto Vasken. Otto è un fenomeno della natura, ha già spedito 3.636 lettere a cittadini italiani che hanno messo in condivisione sul loro pc dei brani musicali Peppermint in apparenza senza alcun fine di lucro. 3.636 moltiplicati per 330 euro fa 1.199.880 euro, una bella parcella.Chi vuol fare ascoltare una canzone dal suo pc può usare delle applicazioni P2P come BitTorrent e eMule. Il brano è ascoltabile da chiunque si colleghi. Se il brano l’ho comprato, sta sul mio pc e lo voglio rendere disponibile a chi mi visita perchè non posso farlo? Danneggio le case discografiche? Ma gli artisti se ne stanno già disfando. Vendono in rete da soli senza intermediari a prezzi più bassi. Qualche volta regalano.La Peppermint per scovare gli italianen si è avvalsa di Logistep. Questa società ha fatto “un download di test dei brani e ha verificato il valore hash del file”, parole del suo direttore Schneider. Non so se questi dowload e hash siano una violazione della privacy. Giro la domanda al Garante. Chi vuole può farla direttamente alla Peppermint (mail).L’Ip dei 3.636 contribuenti da cui si è risaliti alle loro generalità è stato fornito dagli ISP, dai provider. Costretti da un’ordinanza del Tribunale di Roma che ha cancellato una sentenza precedente di segno opposto. Molti avvocati e Adiconsum non sono d’accordo.La Peppermint va tutelata. Il miglior modo è quello di non comprare più, né diffondere i suoi brani. Se ne avete uno sul vostro pc cancellatelo. Poi fate una mail di conferma all’avvocato Otto Vasken.

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