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martedì 9 novembre 2010

Giovani non + disposti a tutto

Questo blog aiuta a far circolare il messaggio virale di



lunedì 15 febbraio 2010

Visionaria, 1° Brainstorming Day: l’evento per creativi e aspiranti imprenditori

VISIONARIA 2010 - 1° Brainstorming Day è l’appuntamento innovativo e non convenzionale che si terrà il 4 marzo 2010, alle ore 14,30 al Teatro Parioli di Roma, ospiti di Maurizio Costanzo, promosso dalla Fondazione Ateneo Impresa, istituzione non profit finalizzata alla valorizzazione della persona e dei giovani talenti.
Un melting pot creativo, un evento che intende creare un momento d’incontro che, attraverso le parole chiave “giovani, imprese, futuro”, metta le nuove generazioni a diretto contatto con importanti personalità dell'impresa, della cultura e delle istituzioni.
Il progetto Visionaria prende forza proprio da questi concetti, integrandone il significato con un nuovo elemento: dare un’opportunità concreta a menti brillanti.
L’evento prevede interventi di Riccardo Luna, Direttore di Wired, Massimiliano Magrini, da AD di Google a promotore di Annapurna Ventures, Gian Paolo Tagliavia, Amministratore Delegato di MTV Italia, Massimo Banzi, "padre" di Arduino, il primo hardware open source, Gianluca Reale di Ustation, Fabrizio Terranova ideatore di X-drive, Daniela Ubaldi Direttore di Next Exit ed altri importanti contributi.
Nell’occasione verrà lanciato sul sito www.iosonounvisionario.it il relativo concorso di idee online per raccogliere idee, progetti, proposte e suggerimenti che contribuiscano con originalità allo sviluppo del Sistema Italia, e presentato il Premio Fondazione Ateneo Impresa, momento culminante del progetto/percorso “Adotta un giovane talento” che riserva Borse di Studio per la formazione e la crescita professionale.
L’intero evento sarà trasmesso in streaming video sul sito di www.ustation.it, il primo media social network in Italia che aggrega informazione e contenuti prodotti dai media universitari e dai singoli producer.

Per ulteriori informazioni:
Ufficio Stampa Fondazione Ateneo Impresa
Fausta Sposato
Eleonora Bove
06/ 69.92.02.31

lunedì 1 febbraio 2010

Very Important Malvestita of the year - Pisella Award 2009, le candidature

da Malvestite.net
È la fine dell’anno e come ogni fine dell’anno è arrivato il momento di assegnare la massima onorificenza malvestita, il Pisella Award: da oggi e fino al trentuno dicembre potete votare per l’elezione del Re (della Regina) delle very important malvestite scegliendo il vostro preferito tra i minchioni in nomination nel gruppone qua sotto, la crème della crème dei minchioni malvestiti che si sono distinti in idiozia e ridicolaggine e follia negli ultimi dodici mesi. Ecco a voi le nomination e le motivazioni del Pisella Award 2009:
1) Noemi Letizia, perché anche solo l’ombra del cazzetto avvizzito di Silvio Berlusconi, ormai, basta che ti si posi sulla testa per un po’, anche solo il sospetto dell’ombra del suo cazzetto, e puoi arrivare ovunque, ai filmi e alle fiscio e alle serate e alla politica, a fare soldi sempre e comunque pure se non sai fare un cazzo - sai fare quella dove si poggia l’ombra di un cazzo
2) Daniela Santanchè perché se uno è così stronzo e bifolco e razzista che il PdL non gli basta - e la Lega non va, perché sei terrone - nessun problema, c’è l’alleato fantoccio aspira-voti che riempie i pomeriggi Mediaset con le performance di lotta e di sofferenza con tanto di intrigo internazionale e scontri corpo a corpo con mussulmani jihadisti drogati di raggi gamma che mulinano cartelli stradali divelti
3) Lady Gaga perché si mette le palandrane asimmetriche con la gobba finta e le maschere-casco sbrilluccicanti e lo scotch da elettricista a croce sui capezzoli e i calzini appallottolati nel perizoma (per alimentare la leggenda del pene a scomparsa) e si fa le acconciature come Marina Berlusconi quando era una paninara ventenne e riesce a fare della musica strampalata che tutto sommato le somiglia pure, ed è brava
4) Morgan perché è il frontman coglione che esiste al solo scopo di far scompisciare i subumani analfabeti che da casa si danno di gomito “che cazzo ha detto? che cazzo ha detto? me fa troppo tajà, nun se capisce un cazzo! è un grande!”, è il Richard Benson della televisione italiana, il pagliaccio gonfio triste e allucinato da linciare sghignazzando a colpi di polletti surgelati, e funziona alla grandissima perché lui invece no, non l’ha ancora capito
5) Jovanotti perché ai suoi caratteristici ormai ventennali ruttini rancidi di sentimentalismo naïf e liste della spesa di pensierini stupidi si è aggiunta la instant-beneficenza di uno spettacolino mediocrissimo che ha riunito intorno a una orrenda B-side muffita il peggio dei cantantucoli italiani low cost, e perché ha scarabocchiato Mozart bambino che si toglie la parruccona incipriata e sotto chi c’è, c’è Jovanotti, perché l’emozzzione e la fantasia e il sogno e l’anima e il - ora mi butto dalla finestra
6) Federico Moccia perché è il nostro Michael Jackson, un mostro solo e depresso e incompreso che vorrebbe tanto essere qualcos’altro, una snella conturbante pischelletta che si fa ingroppare dal virilone superfigo mezzo uomo e mezzo cavallo, e invece Dyo crudele l’ha rinchiuso in una prigione di goffo indesiderabile flaccidume, ma si può ancora sognare - coi film! coi libri! - centinaia di piccoli bburinetti adolescenti in motocicletta che rombano da veri maschi e squinziette troie che gridolinano eccitate, tutti quanti a giocare sulla cima del suo pancione nudo e peloso
 
7) Alfonso Signorini perché col tocco dello spasimante viscidissimo che distorce qualsiasi cosa nel delirio dell’adorazione leccaculo più spudorata ci racconta le fiabesche avventure private del cazzetto avvizzito di Silvio Berlusconi e della sua stupenda armoniosa famigliuola - è il tocco di una casalinga intrippata che si trovi improvvisamente a sceneggiare il suo personaggio da soap opera preferito, non resiste e si bagna le mutandine - e allora ecco che nello sforzo iperbolico di celebrare l’amato, Silvio Berlusconi diventa Pericle l’uomo perfetto che tutte le donne desiderano, gli uomini rispettano, è ammirato da tutti ed è bello da fare invidia - uops, le mutandine
8) Robert Pattinson perché le occhiatacce misteriose “in su di sottecchi” che sperimenta da quando era ancora in fasce si sono dimostrate adattissime al personaggio del vampiro che è bello bello bello in modo assurdo e c’ha i capelli che gli stanno da Dyo pure quando ci piove sopra e c’ha la voce “vellutata” e la calligrafia sexy e salva la vita alle pischellette facendosi rimbalzare sul petto le automobili impazzite e inoltre, quando guida la sua, di automobile (che è un razzo col motore a curvatura), è un adorabile sborone fascinosissimo di quelli che ti si incollano dietro in autostrada lampeggiando assatanati
9) Giovanni Allevi perché la grandinata di merda durissima che gli si è abbattuta contro da tutte le parti non è riuscita minimamente a scalfire le sue certezze megalomani e anzi, gli ha confermato che il mondo è pieno di invidiosi parrucconi insensibili e malvagi che vogliono ostacolare l’avvento della musica nuova e difficile e rivoluzionaria, ma lui se ne fa un baffo perché ai concerti è sold out di bimbominkia entusiasti che gli fanno i complimenti e anche Dyo è dalla sua parte - come se questo volesse dire qualcosa: Dyo è un bimbominkia
10) Marina Berlusconi perché poverina fa tenerezza vedere gratificato (Ambrogino d’oro al nulla) uno sgorbietto mediocre che per tutta la vita ha sofferto il prototipo malato di figaggine promosso dal priapismo paterno, il prototipo della zoccolona televisiva, e lo sgorbietto c’ha provato coi vestitazzi attillati e le pere finte sul corpicino anoressico e il suo strano faccione da ranocchia con le labbra appaperate e gli occhioni tiratissimi ma non c’è niente da fare, dev’essere dura essere la figlia cessa di uno così, che se non fossi sua figlia ti prenderebbe per il culo - e che se non fossi sua figlia in Mediaset altro che boss senza scrupoli, forse forse potevi farci la concorrente del Grande Fratello che tutti dicono “ma sì dai, il travestito è quella”
11) il futuro Falco Briatore perché le oscure cantilenanti quartine di Nostradamus non valgono un accidente, piuttosto la terribile certissima previsione della fine del mondo è rintoccata dalle note dello spermatozoo allegrotto di Flavio Briatore che fischietta i Beach Boys e feconda scodinzolante l’ovulo di Elisabetta Gregoraci (”guarda amò! la prima ecografia! e quello che è? er pisello o er tanga? me sa che è er tanga! er tanga amò! già c’ha er tanga! c’ha er tanga come er papino suo!”)
12) Mickey Rourke perché la sua sincera trucidissima grandezza al sapore di Tavernello e gorgonzola andato a male annichilisce qualsiasi altro vipparolo concorrente che abbia trascorso due intere giornate a farsi sistemare il mascarpone light sui capelli in stile trasandato-clochard dal parrucchiere di Rodeo Drive, e perché questo qui è stato l’anno della tragica dipartita - Loky RIP 1990 2009 - e ogni volta che Mickey si infila una mano nella patta sbottonata per sistemarsi il cagnetto mosca tra le palle, che fitta dolorosissima che sente nel cuore, il cagnetto mosca tra le palle non c’è più.

sabato 14 novembre 2009

Gabriele Paolini dice Basta ai “disturbi” televisivi.


Paolini: “Ho compiuto ben 20mila sabotaggi catodici ai danni dei giornalisti tv. Martedì prenderò la parola nel tribunale di Roma per delle dichiarazioni spontanee, durante un processo che mi vede imputato contro la Rai e Mediaset. Espliciterò al giudice e al pubblico ministero la mia decisone di dire stop agli inquinamenti tv”.

A trentacinque anni chiude la sua lunga e brillante carriera di disturbatore tv, che coincidono con le dichiarazioni spontanee che farà nel processo intentatogli da Rai e Mediaset proprio per la sua costante abitudine di sabotare i collegamenti esterni dei Telegiornali rendendo difficile il lavoro degli inviati.
Forse, annunciando l’uscita di scena, pensa di riuscire ad ottenere la clemenza dei giudici. Paolini ha già una condanna con sentenza passata in giudicato e è costretto a risarcire la Rai.
La decisione ha gettato nello sconforto i suoi numerosi fan che lo idolatrano su Facebook.
Comunque la nostra speranza è che altri e ben più grandi disturbatori, che quotidianamente imperversano sulle reti televisive distruggendoci le “sfere”, seguano il suo esempio.

Sotto un filmato che è diventato sulla rete un Cult


sabato 7 novembre 2009

Natalia Ginzburg, ebrea e atea, che negli anni Ottanta scrisse:


Quella croce rappresenta tutti

da L'Unità del 22 marzo 1988

Dicono che il crocifisso deve essere tolto dalle aule della scuola. Il nostro è uno stato laico che non ha diritto di imporre che nelle aule ci sia il crocifisso.  
La signora Maria Vittoria Montagnana, insegnante a Cuneo, aveva tolto il crocefisso dalle pareti della sua classe.
Le autorità scolastiche le hanno imposto di riappenderlo. Ora si sta battendo per poterlo togliere di nuovo, e perché lo tolgano da tutte le classi nel nostro Paese.
Per quanto riguarda la sua propria classe, ha pienamente ragione. Però a me dispiace che il crocefisso scompaia per sempre da tutte le classi. Mi sembra una perdita. Tutte o quasi tutte le persone che conosco dicono che va tolto. Altre dicono che è una cosa di nessuna importanza.
I problemi sono tanti e drammatici, nella scuola e altrove, e questo è un problema da nulla.
E’ vero. Pure, a me dispiace che il crocefisso scompaia.
Se fossi un insegnante, vorrei che nella mia classe non venisse toccato. Ogni imposizione delle autorità è orrenda, per quanto riguarda il crocefisso sulle pareti. Non può essere obbligatorio appenderlo.
Però secondo me non può nemmeno essere obbligatorio toglierlo. Un insegnante deve poterlo appendere, se lo vuole, e toglierlo se non vuole.
Dovrebbe essere una libera scelta. Sarebbe giusto anche consigliarsi con i bambini. Se uno solo dei bambini lo volesse, dargli ascolto e ubbidire. A un bambino che desidera un crocefisso appeso al muro, nella sua classe, bisogna ubbidire.
Il crocifisso in classe non può essere altro che l'espressione di un desiderio. I desideri, quando sono innocenti, vanno rispettati.
L'ora di religione è una prepotenza politica. E' una lezione. Vi si spendono delle parole. La scuola è di tutti, cattolici e non cattolici. Perchè vi si deve insegnare la religione cattolica?
Ma il crocifisso non insegna nulla. Tace. L'ora di religione genera una discriminazione fra cattolici e non cattolici, fra quelli che restano nella classe in quell'ora e quelli che si alzano e se ne vanno.
Ma il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. E' l'immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l'idea dell'uguaglianza fra gli uomini fino allora assente.
La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo. Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo? Sono quasi duemila anni che diciamo "prima di Cristo" e "dopo Cristo". O vogliamo forse smettere di dire così?
Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. E' muto e silenzioso. C'è stato sempre. Per i cattolici, è un simbolo religioso. Per altri, può essere niente, una parte dei muro. E infine per qualcuno, per una minoranza minima, o magari per un solo bambino, può essere qualcosa dì particolare, che suscita pensieri contrastanti. I diritti delle minoranze vanno rispettati.
Dicono che da un crocifisso appeso al muro, in classe, possono sentirsi offesi gli scolari ebrei. Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato, e non è forse morto nel martirio, come è accaduto a milioni di ebrei nei lager?
Il crocifisso è il segno del dolore umano. La corona di spine, i chiodi, evocano le sue sofferenze. La croce che pensiamo alta in cima al monte, è il segno della solitudine nella morte. Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino.
Il crocifisso fa parte della storia del mondo.
Per i cattolici, Gesù Cristo è il figlio di Dio. Per i non cattolici, può essere semplicemente l'immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore di Dio e dei prossimo. Chi è ateo, cancella l'idea di Dio ma conserva l'idea dei prossimo. Si dirà che molti sono stati venduti, traditi e martoriati per la propria fede, per il prossimo, per le generazioni future, e di loro sui muri delle scuole non c'è immagine.
E' vero, ma il crocifisso li rappresenta tutti. Come mai li rappresenta tutti? Perché prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri, credenti e non credenti, ebrei e non ebrei e neri e bianchi, e nessuno prima di lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare la solidarietà fra gli uomini.
E di esser venduti, traditi e martoriati e ammazzati per la propria fede, nella vita può succedere a tutti. A me sembra un bene che i ragazzi, i bambini, lo sappiano fin dai banchi della scuola.
Gesù Cristo ha portato la croce. A tutti noi è accaduto o accade di portare sulle spalle il peso di una grande sventura. A questa sventura diamo il nome di croce, anche se non siamo cattolici, perché troppo forte e da troppi secoli è impressa l'idea della croce nel nostro pensiero. Tutti, cattolici e laici portiamo o porteremo il peso, di una sventura, versando sangue e lacrime e cercando di non crollare. Questo dice il crocifisso. Lo dice a tutti, mica solo ai cattolici.
Alcune parole di Cristo, le pensiamo sempre, e possiamo essere laici, atei o quello che si vuole, ma fluttuano sempre nel nostro pensiero ugualmente. Ha detto "ama il prossimo come te stesso". Erano parole già scritte nell'Antico Testamento, ma sono divenute il fondamento della rivoluzione cristiana. Sono la chiave di tutto.
Sono il contrario di tutte le guerre. Il contrario degli aerei che gettano le bombe sulla gente indifesa. Il contrario degli stupri e dell'indifferenza che tanto spesso circonda le donne violentate nelle strade.
Si parla tanto di pace, ma che cosa dire, a proposito della pace, oltre a queste semplici parole? Sono l'esatto contrario del modo in cui oggi siamo e viviamo. Ci pensiamo sempre, trovando esattamente difficile amare noi stessi e amare il prossimo più difficile ancora, o anzi forse completamente impossibile, e tuttavia sentendo che là è la chiave di tutto.
Il crocifisso queste parole non le evoca, perché siamo abituati a veder quel piccolo segno appeso, e tante volte ci sembra non altro che una parte dei muro. Ma se ci viene di pensare che a dirle è stato Cristo, ci dispiace troppo che debba sparire dal muro quel piccolo segno.
Cristo ha detto anche: "Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia perchè saranno saziati". Quando e dove saranno saziati? In cielo, dicono i credenti. Gli altri invece non sanno né quando né dove, ma queste parole fanno, chissà perché, sentire la fame e la sete di giustizia più severe, più ardenti e più forti.
Cristo ha scacciato i mercanti dal Tempio. Se fosse qui oggi non farebbe che scacciare mercanti. Per i veri cattolici, deve essere arduo e doloroso muoversi nel cattolicesimo quale è oggi, muoversi in questa poltiglia schiumosa che è diventato il cattolicesimo, dove politica e religione sono sinistramente mischiate. Deve essere arduo e doloroso, per loro, districare da questa poltiglia l'integrità e la sincerità della propria fede. lo credo che i laici dovrebbero pensare più spesso ai veri cattolici. Semplicemente per ricordarsi che esistono, e studiarsi di riconoscerli, nella schiumosa poltiglia che è oggi il mondo cattolico e che essi giustamente odiano.
Il crocifisso fa parte della storia del mondo. I modi di guardarlo  e non guardarlo sono, come abbiamo detto, molti. Oltre ai credenti e non credenti, ai cattolici falsi e veri, esistono anche quelli che credono qualche volta sì e qualche volta no. Essi sanno bene una cosa sola, che il credere, e il non credere vanno e vengono come le onde dei mare. Hanno le idee, in genere, piuttosto confuse e incerte. Soffrono di cose di cui nessuno soffre.
Amano magari il crocifisso e non sanno perché. Amano vederlo sulla parete. Certe volte non credono a nulla. 
E' tolleranza consentire a ognuno di costruire intorno a un crocifisso i più incerti e contrastanti pensieri.

lunedì 2 novembre 2009

Mi scusi signorina, sa mica per il Circolo del Polo?

da malvestite.net

Intervista esclusiva a un habituè dei puttan tour


Come si fa con qualsiasi controversa affermazione sul paranormale, che va sottoposta al giudizio e alla verifica degli esperti che la sanno più lunga in materia, i prestigiatori, così direi che per una faccenda che riguarda il procedere a singhiozzo sui viali-mercato delle trans, un circolo sportivo nascosto nell’ombra (delle trans) e la polizia che s’incazza e ferma l’automobilista singhiozzante (in mezzo alle trans), va da sé che bisognerebbe consultare chi maneggia al meglio questo specifico campo di studi, chi ne conosce ogni più sottile infido particolare, vale a dire, dunque, un habitué dei puttan tour in zona Stadio Olimpico Acqua Acetosa - l’ho fatto io per voi:

Ciao habitué dei puttantour.
Bella.

Dimmi: conosci la zona dell’Acqua Acetosa, del Foro Italico, di Via dei Campi Sportivi?
Tutti li venerdì e li sabbati sera co l’amici mia dopo magnato ce annamo a pijà per culo li troioni.

In che senso?
Mettemo li spruzzi de li tergicristalli all’infori e je sparamo er sapone, je toccamo le zinne finte e je dimo che parono de pongo, je urlamo che sta a arrivà la pula, li famo cagà sotto. Se divertimo.

Tutti i venerdì e i sabato da quanto tempo?
Mò vado pe li trentadue, fa’ un po’ tu, da quanno ho pijato la patente a diciotto.

Mi descrivi come è una serata tipo là sui viali intorno all’Olimpica?
Li troioni su li marciapiedi e le màghine che ce se accostano pe sceje o pe pijalli per culo.

Ci sono tante màghine?
Dipenne dall’ora che ce vai, de solito sì, cor buio quanno ce stanno li troioni ce stanno le file de màghine.

E se una màghina procede a singhiozzo, che vuol dire?
Vor dì che se sta a passà ‘n rassegna li troioni. O pecché ne vole caricà uno o pecché lo sta a pija per culo. E poi ce stanno quelli poracci che ce rimangono ‘ncastrati quanno ce sta la fila de màghine ferme pecché quello davanti s’è fermato a contrattà dar troione e tutti dietro che je urlano Astronzo! Aculattone! Emmovite!

Tu procedi a singhiozzo, quando ci vai?
Pe forza.

E t’hanno mai fermato, la polizia o i carabinieri?
Mica te fermano pecché stai a annà a singhiozzo. Te l’ho detto, ce stanno dumila màghine che vanno a singhiozzo, mica li ponno fermà tutti quanti. Te fermano semmai se carichi er troione e te lo porti a fà le zozzerie ‘n camporella.

Ma però può essere, no?, che una persona si perda proprio da quelle parti?
Pò esse sì, che domanne, uno se pò perde dove je pare, nun se sa mai, pure tra li troioni. Poraccio lo compatisco.

E poi magari, pensaci, può essere che a forza di girare da quelle parti, uno che si è perso, a forza di fare su e giù, la polizia che controlla la situazione si insospettisca.
Anche questo pò esse. Anfatti a ‘na certa devi cambià zona. Sennò pò esse pure che te punta contro er pappa avvelenato, che sò dei fiji de mignotta. Io e l’amici mia anfatti cominciamo sull’Olimpica e poi se spostamo sur Tibburtino, poi a vorte annamo sur Casilino o sur Prenestino. Nun sempre ar Prenestino ma solo quanno ciavemo vojia de rischià, che ar Prenestino ce stanno li uruguaiani che se je rode er culo te menano.

Per cui, pensaci: un poveraccio ignaro ciecato e sperduto, su Via dei Campi Sportivi, che non trova l’ingresso del circolo - ci può stare, no?
Ammazza ahò, ce credo. Ce stanno certi circoli là che parono ‘mbucati ‘n culonia che nun se trovano apposta. Nun sai quante vorte ce so annato a giocà a carcetto e me sò ‘mpiccato porco due, sò arrivato tardi che me sò dovuto cambià ‘n campo.

Circoli imbucati tipo, non so, il Circolo del Polo?
Er Circolo der Polo?

Eh.
Che me stai a pijà per culo? Quello è l’unico circolo me sa che cià l’ingresso ‘n uno spiazzo enorme cor parcheggio illuminato e cor cartellone che dice ROMA POLO CLUBBE che nun finisce più. De sera poi popo là davanti ce sta pure er baracchino de la porchetta co le lucette de Babbo Natale, porco zio, quella zona là artroché ‘mbucata è la Lasvegase dell’Acqua Acetosa. Nun dì cazzate abbetty.

Scusa, non lo sapevo.
Che nun lo sai usà Gugo strit viù? ‘gnorantona mamma mia ahò, e ciai pure er sito ciai.

Ma quindi, insomma, ricapitolando: perdersi da quelle parti perché non trovi il Circolo del Polo, procedere a singhiozzo perché dietro a ogni troione ti sembra d’intravvedere l’ingresso del circolo e poi farsi fermare dalla polizia - ti sembra plausibile?
Me sembra che?

Volevo dire: te sembra che come storia pò esse vera?
Boh che ne so, pò essere vera sì. Ma considera che devi essè popo rincojonito. Ma rincojonito de bbrutto.


(come dire: ogni riferimento a persone cose fatti realmente esistenti/accaduti è puramente casuale - e nei commenti, vi prego!, agite con cautela)

di Betty Moore


martedì 20 ottobre 2009

Domenica 25 ore 5:30 in diretta su YouTube

Il concerto degli U2 a Pasadena in California

Domenica prossima gli U2 in diretta video su YouTube sarà trasmesso il concerto al Rose Bowl di Pasadena in California.
Lo show per la prima volta nella storia della band irlandese in diretta streaming sarà disponibile sul canale ufficiale degli U2 che è raggiungibile all’indirizzo http://www.youtube.com/u2.
Il concerto (previsto per le 5.30 del mattino ora italiana) sarà visibile su internet in sedici paesi, tra cui l’Italia (e, tra gli altri, in Usa, Australia, Brasile, Irlanda, Israele, Francia, Messico, Giappone e Gran Bretagna).
Soddisfazione da Chris Maxcy, direttore di YouTube: «Siamo felici di essere in grado di fornire al nostro pubblico una performance in live-streaming di una delle più grandi band del mondo», ha detto. «Siamo sempre alla ricerca di nuovi modi per collegare i fan di tutto il mondo con i loro artisti preferiti, e questa è l'occasione perfetta per farlo».



lunedì 19 ottobre 2009

Roma 12 EUR

RUN FOR FAMILY 7^ EDIZIONE
Domenica 25 ottobre alle ore 10.00 dal Piazzale della Basilica dei SS. Pietro e Paolo partirà la VII edizione della "Run for Family".
Tale evento organizzato dal MOICA, ACLI, Diocesi di Roma con il patrocinio del Municipio XII, è una corsa non competitiva di circa 6 Km. aperta a tutti.
L'iniziativa nasce dalla convinzione dell'insostituibile ruolo che la famiglia gioca nel "progetto uomo", pertanto tale manifestazione si propone come momento ludico per rendere protagonista il modello famiglia.
Saranno premiate le famiglie che termineranno la gara ed in particolare la famiglia più numerosa, la famiglia con il componente più anziano e quella con il più giovane, il gruppo sportivo ed il gruppo scolastico più numerosi.
Il ricavato della manifestazione sarà devoluto al restauro della Basilica dei Santissimi Pietro e Paolo.

martedì 6 ottobre 2009

L’utilizzatore finale vs la comunista frigida: il video

da Malvestite.net

Col doppiaggio straordinario dell’utilizzatore finale aka superman, starring il lettone monumentale di Putin, lo schiavo inquietante, i soprammobili kitsch, la panciera e la comunista frigida (”a Tarantì, ma chi cazzo m’hai mannato?”):


si può dirlo meglio di così?

sei il più disgustoso uomo che abbia incontrato da quando sono nata, hai messo in luce tutte le ignobili caratteristiche della personalità maschile, anche scoprendone alcune davvero nuove… tu sei fisicamente ripugnante, intellettualmente ritardato, moralmente riprovevole, volgare, insensibile, egoista, stupido, sei privo di gusto e hai un osceno senso dell’umorismo.

mercoledì 16 settembre 2009

CONDIVIDIAMO, ANCHE NOI LA PENSIAMO COSI' E PER QUESTO MOTIVO LA DIFFONDIAMO!!!

A proposito di influenza suina…
…c’è sempre un interesse mascherato…

L’IRONIA NEL SUO MIGLIOR STILE
2000 persone contraggono l’influenza suina e ci si mette la mascherina…
25 milioni di persone con AIDS e non ci si mette il preservativo…

PANDEMIA DI LUCRO
Che interessi economici si muovono dietro l’influenza suina?
Nel mondo, ogni anno, muoiono milioni di persone, vittime della malaria..
I notiziari di questo non parlano…

Nel mondo, ogni anno muoiono due milioni di bambini per diarrea che si potrebbe evitare con un semplice rimedio che costa 25 centesimi..
I notiziari di questo non parlano…

Polmonite e molte altre malattie curabili con vaccini economici, provocano la morte di 10 milioni di persone ogni anno.
I notiziari di questo non parlano…

Ma quando comparve la famosa influenza dei polli… i notiziari mondiali si inondarono di notizie… un’epidemia e più pericolosa di tutte, una pandemia! Non si parlava d’altro, nonostante questa influenza causò la morte di 250 persone in 10 anni
25 morti l’anno!!

L’influenza comune, uccide ogni anno mezzo milione di persone nel mondo.
Mezzo milione contro 25.

E quindi perché un così grande scandalo con l’influenza dei polli?
Perché dietro questi polli c’era un “grande gallo”.

La casa farmaceutica internazionale Roche con il suo famoso Tamiflu, vendette milioni di dosi ai paesi asiatici. Nonostante il vaccino fosse di dubbia efficacia, il governo britannico comprò 14 milioni di dosi a scopo preventivo per la sua popolazione. Con questa influenza, Roche e Relenza, ottennero milioni di dollari di lucro.

Prima con i polli, adesso con i suini: e così adesso è iniziata la psicosi dell’inflluenza suina. E tutti i notiziari del mondo parlano di questo. E allora viene da chiedersi: se dietro l’influenza dei polli c’era un grande gallo, non sarà che dietro l’influenza suina ci sia un “grande porco?”.

L’impresa nord americana Gilead Sciences ha il brevetto del Tamiflu. Il principale azionista di questa impresa è niente meno che un personaggio sinistro, Donald Rumsfeld, segretario della difesa di Gorge Bush, artefice della guerra contro l’Iraq…

Gli azionisti di Roche e Relenza si stanno fregando le mani… felici per la nuova vendita milionaria.
La vera pandemia è il guadagno, gli enormi guadagni di questi mercenari della salute

Se l’influenza suina è così terribile come dicono i mezzi di informazione, se l’Organizzazione Mondiale della Salute (diretta dalla cinese Margaret Chan) è tanto preoccupata, perché non dichiara un problema di salute pubblica mondiale e autorizza la produzione farmaci generici per combatterla?

DIFFONDI QUESTO MESSAGGIO COME SE SI TRATTASSE DI UN VACCINO, PERCHE’ TUTTI CONOSCANO LA REALTA’ DI QUESTA “PANDEMIA”.


Dr. Carlos Alberto Morales Paità
Children’s Hospital pediatra – Lima, Peru

lunedì 7 settembre 2009

VACANZE: SCOPPIA IN ITALIA LA FACEBOOK-DIPENDENZA

da Codacons.it

UN CITTADINO SU TRE NON RIESCE A RINUNCIARE A FACEBOOK DURANTE LA VILLEGGIATURA E LE FOTO DELLA VACANZA CARICATE IN TEMPO REALE SUI PROFILI SOSTITUISCONO LE CARTOLINE.

Facebook entra in modo dirompente anche nelle vacanze degli italiani. Numerose analisi sociologiche ci dicono già da tempo come il social network sia particolarmente amato nel nostro paese. Ora una indagine del Codacons rivela come nemmeno in vacanza gli italiani riescano a liberarsi di facebook, diventato oramai un'abitudine quotidiana per milioni e milioni di utenti.
In base ai dati forniti dall'associazione, in media un cittadino su tre, anche in villeggiatura, non riesce a fare a meno del social network, e si collega almeno una volta al giorno al proprio profilo o a quello di amici, aggiornando stati e informazioni o commentando foto e le notizie altrui. Sono principalmente le donne a non saper rinunciare a facebook (il 57% del totale dei facebook-dipendenti) e lo strumento preferito per gli aggiornamenti è il cellulare seguito dagli internet point.
Non solo. Grazie alle possibilità offerte oramai da tutti i telefoni cellulari, i "facebook-dipendenti" pubblicano in tempo reale sul proprio profilo foto, video e altro materiale audiovisivo della vacanza, condividendo così con i propri amici momenti divertenti e immagini delle mete di villeggiatura.
Circostanza - spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - che di fatto affossa le oramai antiquate cartoline, che registrano un brusco calo delle vendite pari all'80% negli ultimi 5 anni. La possibilità di inviare foto e video direttamente dal telefonino, e ora anche quella di condividere immagini tramite facebook o spedirle ai propri contatti virtuali - prosegue Rienzi - ha portato gradualmente gli italiani a dire addio alle cartoline, oramai poco personali e dall'invio più costoso e lento rispetto alle possibilità offerte da internet e dai social network.

domenica 23 agosto 2009

La rete è adesso

da Beppe Grillo.it

Ieri, all'improvviso, mi sono accorto di aver perso un'abitudine, un vizio. La televisione era spenta. Da quanto era spenta? Settimane, mesi. Era diventata un soprammobile, un pezzo di antiquariato come le radio a valvole dei mercatini d'estate. Ricordo che un tempo, distrattamente, la accendevo. Facevo zapping. Lei rimaneva lì, implacabile, senza che nessuno la vedesse, la ascoltasse, come un vecchio rincoglionito che non si ha il coraggio di zittire. Sembrava innocua con i suoi mikebongiorni e pippibaudi. Ma non lo era. Si è introdotta nelle nostre case. Lentamente è diventata la padrona dei nostri consumi, dei nostri sogni, dei nostri figli, del Parlamento. Una lavatrice che ha reso il bucato italiano grigio, nero, poi solo sporco. Un candeggio all'incontrario delle coscienze. All'inizio c'era qualche filtro per evitare intossicazioni della mente, ma da anni non c'è più nessuna protezione, solo balle in libertà. Queste cose le sappiamo, come chi fuma sa che fa male.
Passare dalla coscienza del problema al cambiamento è più difficile. Io sono cambiato. E' capitato anche a voi? "Se non ti guardo non esisti". E non la guardo più, non esiste più.
Io mi informo, mi diverto, mi incazzo in Rete. La sera è più bella con i video che mi inviate come commento al post. Non tutti sono in tema, ma quasi tutti valgono il biglietto. Nunvereggaecchiu, wpapillo, byoblu, trarcomavaglio, quimilanolibera, danielemartinelli e tanti altri fanno InformazioneRete. C'è gente pagata per mentire in televisione e ragazzi che fanno informazione a loro spese in Rete.
Oggi voglio condividere un traguardo con voi. I video prodotti da questo blog, pubblicati con il nome "StaffGrillo" e caricati su YouTube hanno superato i 50 milioni di viste. 400 filmati, interviste, servizi o montaggi creati per Internet in meno di tre anni. Il canale su YouTube è stato aperto il 3 ottobre 2006. Chi decide l'informazione in Rete è il navigatore, non il palinsesto dei telegiornali.
"Telegiornali", vi rendete conto dell'effetto che fa ora questa parola? Ricorda i cinegiornali dell'Istituto Luce. I teledirettori sono come i cagnolini nel retro delle automobili degli anni '60 che muovevano la testa in su e in giù.
Voglio dire grazie a tutti i blogger, ai navigatori. Anche ai rompicoglioni, ai troller che hanno attivato le difese immunitarie del blog e lo hanno reso più forte. Grazie per commenti che spesso valgono un post, grazie dei vostri video che informano, mettendo spesso a rischio anche fisico, di chi li fa. L'informazione sta andando al potere. Loro non lo sanno ancora. Credono che la propaganda rimarrà per sempre al potere. In Rete non ci vengono. Quando si affacciano come Riotta o Mastella ne rimangono segnati per sempre.

sabato 1 agosto 2009

Comune di Roma

Piano nomadi: 13 campi, aree recuperate, ragazzi a scuola. Il Sindaco: "legalità e solidarietà"
Roma, 1 agosto – Tredici villaggi autorizzati, a fronte degli oltre cento campi nomadi oggi esistenti tra insediamenti abusivi, campi cosiddetti "tollerati" e villaggi autorizzati. Non più di seimila nomadi sul territorio romano invece dei quasi 7.200 attuali. Sono i principali obiettivi del "piano nomadi" messo a punto dal prefetto Pecoraro (in qualità di commissario straordinario all'emergenza nomadi nel Lazio) e dal Comune di Roma. Il piano è stato presentato dallo stesso prefetto, dal sindaco Alemanno e dall'assessore Sveva Belviso (Politiche Sociali), alla presenza del ministro dell'Interno Maroni.
Gli interventi previsti:

chiusura di oltre 80 campi abusivi e di nove "tollerati" (già sgomberati il 27 luglio quelli di Naide e Dameta). Si comincerà con il Casilino 900, Tor de' Cenci e La Martora che saranno ridotti del 50% entro fine ottobre. Questi i campi "tollerati" che verranno chiusi: Casilino 900 (Municipio VII), Tor de' Cenci (Municipio XII), La Martora (Municipio V), Baiardo (Municipio XX), Foro Italico (Municipio II), Monachina (Municipio XVIII), Arco di Travertino (Municipio IX), Spellanzon (Municipio V) e Sette Chiese (Municipio XI). Si comincerà con i campi ad alto tasso di pericolosità. Si prevede dunque di chiudere entro fine ottobre almeno il 50% di Casilino 900, Tor de' Cenci e La Martora, per poi completare l'intervento entro il primo semestre 2010.

Ristrutturazione dei villaggi autorizzati e realizzazione di nuovi insediamenti.
Entro l'autunno saranno ultimati i lavori in cinque campi autorizzati: Salone, Gordiani, Camping River, Candoni e Castel Romano. A Salone, Candoni, Gordiani e Camping River i lavori sono già iniziati, a Castel Romano si comincia tra agosto e settembre. Questi gli interventi previsti: perimetrazione dei campi, livellamento della sede stradale, adeguamento di tutti gli impianti (fogne, impianti elettrici e illuminazione, impianti idrici), manutenzione delle abitazioni lesionate e realizzazione di nuove. Gli altri due campi autorizzati – Cesarina e Lombroso – saranno spostati altrove. Successivamente verranno ristrutturati tre campi "tollerati" – Salviati, Ortolani e La Barbuta – e creati due nuovi villaggi, sulle aree scelte dal Prefetto. Prevista anche una nuova "struttura di transito" di 600 posti, 400 fissi e 200 destinati ai nuclei in attesa di collocazione stabile.

Alla fine, 13 campi con "presìdi di vigilanza e socio-educativi". Completati gli interventi, al posto dell'attuale "costellazione" (oltre 80 insediamenti abusivi, 7 autorizzati e 14 "tollerati") Roma avrà 13 campi autorizzati: due nuovi villaggi; i campi di Salone, Gordiani, Camping River, Castel Romano, Candoni; quelli in cui saranno trasferiti gli attuali campi Cesarina e Lombroso; i villaggi Ortolani, Salviati e La Barbuta; la "struttura di transito" da 600 posti. All'interno dei campi saranno aperti "presìdi di vigilanza e socio-educativi", in base alle disposizioni del regolamento del commissario all'emergenza nomadi.

Bonifica e recupero aree. Le aree dei campi sgomberati e chiusi saranno bonificate, recuperate e restituite alla cittadinanza.

Distribuzione delle comunità nomadi all'interno dei campi. In base al piano, i nomadi aventi diritto saranno in parte ricollocati in alcuni dei campi ristrutturati e ampliati e nelle nuove strutture. Ciò avverrà in seguito al censimento operato dalle forze dell'ordine e agli eventuali nuovi arrivi, in base ai posti disponibili. "La composizione dei nuovi villaggi e la ricollocazione dei nomadi all'interno dei campi già esistenti", precisa una nota del Campidoglio, "sarà effettuata sulla base delle compatibilità etniche".

Censimento. In parallelo ai lavori negli insediamenti sarà completato il censimento nei campi abusivi e in quelli "tollerati" (disciplinati dall'ordinanza n. 80 del 1996), effettuato dalle forze dell'ordine in collaborazione con il Dipartimento Servizi Sociali del Comune. Si comincerà dopo la pausa estiva. Le stime attuali: 2.700 persone nei 14 campi "tollerati", 2.200 negli oltre 80 insediamenti abusivi (dati Croce Rossa 2008). Diverso il discorso per i villaggi autorizzati: durante il censimento condotto da febbraio a giugno 2009, il 25% dei 3.000 residenti si è reso irreperibile. Ad oggi, dunque, risultano 2.241 i nomadi presenti nei sette villaggi autorizzati del Comune. I circa 700 posti lasciati da chi ha rifiutato il censimento saranno utilizzati per ricollocare le persone provenienti dai campi sgomberati.

Consegna del DAST (Documento di Autorizzazione allo Stazionamento Temporaneo). Ad ogni nomade in possesso dei requisiti previsti dal regolamento sarà consegnato il DAST, il documento che attesterà il diritto a sostare sul territorio romano grazie, appunto, al possesso dei requisiti. In particolare, saranno autorizzati: 1) gli extracomunitari con permesso di soggiorno e passaporto (o documento equipollente); 2) gli italiani, e i cittadini comunitari, con documento di identità valido. Grazie al DAST si potrà restare, nel campo indicato nel documento stesso, per un massimo di quattro anni – rispettando le norme contenute nel regolamento commissariale –.

Impegni precisi per chi sosta nei campi.
Per avere il DAST, ogni nomade dovrà sottoscrivere un atto d'impegno con il Comune. Questi gli obblighi previsti: fare la piccola manutenzione della piazzola assegnata; rispettare e mantenere efficienti le strutture comuni; pagare le utenze per i consumi familiari, il canone mensile per l'uso della piazzola e dei servizi del campo, la tassa dei rifiuti. Infine, mandare a scuola i ragazzi: i minori in età scolare alle scuole dell'obbligo, gli altri (non più soggetti all'obbligo scolastico) a frequentare scuole superiori, corsi professionali o a svolgere un'occupazione.
Per un quadro d'insieme del piano, scarica le schede.

"Una rivoluzione copernicana"
, ha commentato il sindaco Alemanno sottolineando le novità dell'approccio alla questione nomadi. Un approccio "all'insegna della stretta identità tra legalità e solidarietà, tra sicurezza e integrazione".

lunedì 6 luglio 2009

Il silenzio dei Blog contro il decreto Alfano

Il 14 luglio questo Blog aderirà allo sciopero dei blogger contro il bavaglio alle intercettazioni e all'informazione, promosso dalla legge del ministro Alfano, e contro la norma del diritto di rettifica entro 48 ore per tutti i siti, norma ribattezzata dalla Rete ammazza Internet.

Sotto dalla rubrica mediablog del Corriere.it di Marco Pratellesi
Per la prima volta nella storia della Rete
, i blog osserveranno il 14 luglio una giornata di silenzio per protestare - insieme ai giornalisti dei quotidiani, delle televisioni e dei siti intenet - contro il decreto Alfano. «Non si tratta di un'adesione allo sciopero dei giornalisti, ma di una protesta della Rete italiana contro un provvedimento che avrà l'effetto di disincentivare l'uso dei blog e delle libere piattaforme di condivisione dei contenuti», spiegano in una nota i promotori dell'iniziativa, il blogger e giornalista Alessandro Gilioli e il docente di diritto informatico Guido Scorza.
Al posto dei consueti post, i blog italiani pubblicheranno solo un banner di protesta contro il provvedimento, «in particolare contro quella parte che soffoca la libertà della Rete con il pretesto dell'obbligo di rettifica». Le adesioni a quella che è stata ribattezzata la giornata del "rumoroso silenzio" dei blog sono raccolte sul sito Diritto alla Rete

«I blogger - dice la nota dei promotori - sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i “citizen journalist”. Chiediamo ai blog e ai siti italiani - conclude - di fare una giornata di silenzio, con un logo che ne spiega le ragioni, nel giorno in cui anche i giornali e le tv tacciono. È un segnale di tutti quelli che fanno comunicazione che, insieme, dicono al potere: “Non vogliamo farci imbavagliare”».

sabato 27 giugno 2009

MARCO TRAVAGLIO

Puttanopoli

www.antefatto.it

www.voglioscendere.it


direttore tg1 Minzolini interviene in diretta


venerdì 26 giugno 2009

Class action: ulteriore rinvio, rischiamo di diventare la barzelletta d'Europa

Articolo ripreso da www.altroconsumo.it

Il Governo si appresta a far slittare di ulteriori sei mesi l'entrata in vigore della normativa sulle class action. Si tratta di una notizia assolutamente negativa non solo per i consumatori ma anche per lo sviluppo moderno dell'economia del nostro Paese. Mentre viene così ancora una volta calpestato l'interesse generale, la maggioranza dichiara di volersi impegnare a discutere delle modifiche da apportare alla normativa con le associazioni di consumatori: non c'è da esserne felici, considerato che le nostre proposte migliorative da tempo consegnate a governo e maggioranza sono rimaste inascoltate.

Un rinvio dopo l'altro
Dopo due successivi rinvii, l'entrata in vigore delle class action era fissato per il 1° luglio. Ora ecco altri 6 mesi di rinvio. Senza contare che di recente il Senato, sulla base di un emendamento governativo, aveva svuotato di efficacia e impatto la normativa cancellando anche la retroattività delle class action. Una presa in giro bella e buona per i cittadini e un ulteriore regalo alla lobby di quelle parti più retrograde dell'industria nazionale che, anche in questo periodo di crisi, continuano a rifugiarsi nella protezione del governo, arroccate nelle loro posizioni di privilegio. Ci troviamo di fronte allo scontro fra chi sta dalla parte dei consumatori (e che chiede di poter disporre di uno strumento che non penalizza ma responsabilizza le imprese) e del diritto e chi vuole che le aziende, anche se commettono illeciti a loro danno, restino protette da un sistema giudiziario che funziona male.

L'importanza delle azioni di gruppo
Perché è importante l'introduzione delle class action? Perché un consumatore danneggiato dal comportamento illecito di un'azienda subisce un danno che, individualmente, può essere poco rilevante dal punto di vista economico. E quindi può subentrare un atteggiamento remissivo da parte del singolo. La portata economica del danno diventa invece di un certo peso se si considera l'impatto che il comportamento illecito produce sulla collettività dei consumatori. Le azioni collettive risarcitorie, la class action, non sono una minaccia per le imprese, ma uno strumento efficace di controllo diffuso del rispetto delle regole e della responsabilità sociale dell'impresa. Uno strumento che già esiste in Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Lituania, Olanda, Norvegia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia e Regno Unito. Contiunuano peraltro a livello europeo i lavori che porteranno a una normativa europea sulle class action, anche per questo il terzo e probabilmente non ultimo rinvio della class action all'italiana rischia di far diventare il nostro Paese la barzelletta d'Europa.

Riteniamo che un'azione collettiva debba poter essere allargata al più ampio numero di soggetti: la class action dovrà essere applicabile a tutti i consumatori vittime di illeciti diffusi. Diventa importante che tutti i cittadini facciano sentire la loro voce, per questo vi invitiamo a continuare a sottoscrivere il nostro appello al quale aderisce anche il Centro Tutela Consumatori Utenti.

Dalle bollette gonfiate ai mutui: molti i casi da class action
Se il nostro appello rimanesse inascoltato, i consumatori che hanno ricevuto negli ultimi anni le bollette gonfiate di Telecom Italia non potranno usufruire dello strumento della class action per far valere i propri diritti. Stesso trattamento per tutti coloro che illegittimamente non hanno potuto esercitare la surroga gratuita del mutuo a causa delle pratiche commerciali scorrette delle banche. Anche i cittadini di Roma e provincia che hanno pagato per anni un sovrapprezzo per il pane, nonostante la recente decisione dell'Antitrust contro il cartello dei panificatori, non potranno essere risarciti.

La class action non sarà utilizzabile nemmeno per gli oltre 4000 risparmiatori coinvolti nella vicenda Parmalat che si sono rivolti a Altroconsumo.

Se anche tu, come noi, sei indignato dal rinvio deciso a fine 2008, iscriviti a questo gruppo su Facebook Class action: ulteriore rinvio, beffa per i cittadini - indigniamoci!", dove ti aggiorneremo sulle nostre prossime iniziative in merito alla legge sulle class action.

Leggi il testo dell'appello
Aderisci