Nuove parole in
libera uscita e desuete stanno prendendo rilevanza in questi ultimi periodi di
fine impero.
Eravamo partiti
dalla “responsabilità” a senso unico, in altre parole un’ implicita delega in
bianco necessitata da chi ha prodotto o contribuito a produrre la precaria
realtà vivente dai cittadini italiani.
A volte questa
responsabilità viene chiamata libertà di “coscienza” quando riferito ai
cittadini parlamentari del M5S in
osservanza dell’art. 67 Cost., altre volte questo stesso articolo viene inteso
come “tradimento”, quando invece riferito ai parlamentari di altre forze
politiche che disattendono i comandi
gerarchici dei loro partiti. Strano, ma a tutti evidente, come il
significato delle parole viene strumentalmente mutato, secondo le proprie
convenienze e interessi; la tecnica interpretativa dell’art. 67 Cost. fa
miracoli.
Oggi assistiamo
alla discesa in campo della “mescolanza” di nuovo conio. Ci viene propinata
come risoluzione fattuale per un interesse generale omnicomprensivo. Questa
“mescolanza” non fa rima con “inciucio” ma è un suo parente stretto, volendo
condurre, anche qui con l’uso della tecnica interpretativa, a mescolare le
vittime con i carnefici.
Ebbene i cittadini 5 stelle non si vogliono
mescolare, essi non sono presenti in Parlamento per mescolarsi. Essi sono
presenti perché quanto deciso e scritto nel proprio programma sia realizzato
compiutamente, dando il loro pieno consenso tutte le volte che i provvedimenti
assunti saranno rispettosi del programma stesso.
Questa
mescolanza, invece, fa rima con “lontananza”, che però, come sappiamo, è come
il vento e fa dimenticare. Mescolanza che non è stata mai neanche ipotizzata
dai nostri Costituenti e che è espressione della nostra Costituzione, questo si
da non dimenticare mai.
da ROMA LIBERA-dei cittadini5stelle del municipio Roma XII EUR
Dopo settimane in cui la stampa di
regime ha messo in campo tutto il suo potenziale propagandistico contro i
neo eletti 5 stelle, individuati prematuramente come colpevoli di ogni
male italiano, finalmente venerdì 15 si chiudono i portoni delle camere e
si inizia a lavorare. Quando si inizierà il lavoro vero, fuori da ogni
retorica i temi, le iniziative, le proposte di legge dei cittadini 5
stelle, si distingueranno e saranno apprezzate dai cittadini italiani
per onestà intellettuale e vicinanza oggettiva.
Il Blog di Romalibera, al contrario di
tanti, interessati, non ha ricette, suggerimenti ne indicazioni per le
strategie che si dovranno adottare in Aula. Rispettiamo l’autonomia dei
gruppi parlamentari che sapranno ben trovare la strada per raggiungere
l’obiettivo quello si da noi tutti condiviso ed atteso.
Salutiamo le donne e gli uomini,
cittadini 5 stelle che si stanno preparando a rappresentarci nelle
Istituzioni. A loro vanno le nostre speranze, a loro sono rivolte le
nostre attese. Sappiano sempre che seppure l’entusiasmo italico spazia
dall’osanna al Cocito in tempi e modi rapidi (e che pertanto sarà bene
attenersi alla linea di fiducia), la rete libera e consapevole, vi sarà
sempre accanto.
...si
è incontrato in un'assemblea generale e pubblica dando luogo a un esempio di
assemblea pienamente democratica, senza leader, senza delegati. Uno vale uno!
Lo scenario scelto per l'evento non ha bisogno di descrizioni. Piazza
Montecitorio.
Stanchi di vedere il degrado che inesorabilmente ci travolge, i cittadini del e con il M5S, si attivano per proporre, denunciare ed essere vicini alle esigenze dei cittadini, contro la metastasi della mala politica compiuta da professionisti assenti e piegati agli interessi di pochi. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
Certamente gli attuali politici rimpiangeranno i "bei tempi andati", quando si era omaggiati, riveriti, rispettati.
Si
poteva dire tutto e il suo contrario, senza che la maggioranza dei
distratti cittadini pensasse minimamente di disturbare i manovratori
d'interessi particolari, in violazione di quelli generali. Erano
sufficienti pochi clienti a fare consenso e una massa critica amorfa,
che assisteva indifferente.
Devastato lo Stato da politiche
divoratrici dei beni pubblici, con la crisi che morde le famiglie e che
le fa vivere in ambienti anch'essi devastati da sporcizia e
cementificazioni, gli interessi particolari non hanno più alcuna forza
per imporsi. Ora, i cittadini informati e consapevoli, non distratti da
una informazione di propaganda, chiedono il conto, vogliono
partecipare, decidere e mandare a casa chi non merita di amministrarci e
rappresentarci. Loro non si arrenderanno mai, noi neppure... ma gli conviene?
Fantastico… da oggi 9 ottobre ’11 posso compilare il questionario del censimento e rispondendo a delle semplici domande spedirlo on-line dal mio portatile comodamente da casa …
Tornati dopo tre mesi a Tor di Valle "quelli del movimento5stelle" che
operano nel municipio di Roma12-Eur, trovano così com'era una situazione
molto degradata e decidono di attuare una piccola azione di
provocazione verso l'amministrazione di questo municipio e di
sensibilizzazione al civismo dei cittadini.
...dopo aver lavorato e votato per questo risultato, parte in rete la cojonella post referendum: partecipo con questo mio video.
Stracquadanio commenta: ''Sinistra vince sul web perché il suo popolo non fa un cazzo''
Il "Fancazzista" Mpecchio ringrazia "l'onorevole" Stracquadanio per aver contribuito a far perdere questa DESTRA con le sue chirurgiche e quotidiane "CAZZATE" nei salotti televisivi. Avanti così, augurandoci che mai nessuno lo voglia censurare.
Il gruppo locale del Municipio 12 del Movimento 5 stelle di Roma in un video ci parla della situazione della stazione metro di Tor di Valle che serve il quartiere di Torrino a Roma Sud e poi passa all'opera, ripulendo la stazione dai rifiuti!
A Milano ieri c'era la nebbia. I giornalisti della carta stampata tranne rarissime eccezioni non hanno visto almeno ventimila persone stipate sotto la Madonnina, anche quelli che danno quotidianamente lezioni di democrazia e giustizia agli altri sono stati ciechi e sordi, ma sempre attenti ai loro riferimenti elettorali. Voi mi direte: "Ma che ci frega, c'è la Rete!". Invece mi frega e molto che l'informazione sia morta e sepolta per coloro che non possono accedere alla Rete. Decine di milioni di persone. Mi frega e molto che i giornali siano sovvenzionati da 330 milioni di euro sottratti alla comunità, alle scuole, alla sanità per mantenere dei cialtroni a pagamento. Mi frega e molto che i giornali accettino pubblicità da società senza alcuna credibilità e che spesso e volentieri questi soldi diventino "la paga del silenzio". Non puoi attaccare la banca o l'impresa che ti paga parte dello stipendio. Non è necessario che il direttore ti dica nulla, lo sai già, ometti, cuci, tagli e non fai capire un cazzo ai lettori.
Senza finanziamenti pubblici e senza la pubblicità delle lobby questi fogli inchiostrati di melma chiuderebbero in una settimana. Il danno che producono alle regole democratiche è enorme.
Il blog in sette anni ha promosso solo un'azienda di pannelli fotovoltaici e ad alcuni libri di cui ho condiviso il contenuto. Sette anni... Nessuna lobby mi ha proposto un euro, anche perché avrei rifiutato. La tua credibilità va a farsi fottere se attacchi l'ENI per le centrali nucleari e la sponsorizzi con un banner sul sito. E sono contento così. Va bene, però mi incazzo se le agenzie fanno solo le foto di una piazza vuota prima del mio comizio e di un mio primo piano, come a Varese. La piazza era piena, ma le foto testimoniano il contrario. E' un mio preciso dovere far togliere ogni finanziamento ai giornali. Un cittadino non deve pagare per sentirsi raccontare delle balle o per leggere le opinioni di editorialisti autoreferenziali. I giornalisti vogliono farlo? Si paghino da soli il biglietto. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
A trenta chilometri dal centro di Roma ci sono due reattori nucleari attivi. Infatti sei mesi al Centro ENEA di Casaccia, sulla Braccianense, fa nel silenzio stampa più totale sono stati riattivati i due reattori nucleari "di ricerca"Triga e Tapiro, costruiti cinquant'anni fa. Non sono centrali nucleari nel senso che non producono energia immessa in rete ma sono funzionali alla ricerca per la ripartenza dell'uso dell'energia nucleare in Italia. Sono infatti reattori usati per la formazione dei tecnici addetti alle future centrali nucleari italiane. Per le caratteristiche costruttive non sono soggetti al rischio di fusione del nocciolo come è avvenuto nella centrale di Fukushima, ma comunque sono soggetti a possibili perdite di materiali radioattivi. Nel centro ENEA di Casaccia a maggio 2006 furono contaminati da plutonio sei tecnici. Ed altri quattro incidenti sono avvenuti nel 2007.
Il Movimento 5 stelle di Roma sta informando i cittadini sui rischi del ritorno del nucleare, invitandoli ad andare a votare al referendum di giugno 2011. Se volete partecipare ai nostri banchetti informativi, siete invitati ad iscrivervi al forum per dare la vostra disponibilità.
Lo sapevano bene, Beppe Grillo e il movimento Cinque Stelle, che la lotta sarebbe stata dura. Ma più il tempo passa e più si avvicina la beffa: la proposta di legge popolare per il Parlamento Pulito (no ai condannati, stop dopo due mandati, ritorno alle preferenze) rischia di perire, insieme a questa legislatura, tra le scartoffie di Palazzo Madama. La proposta, infatti, è stata presentata al Senato durante il governo Prodi, ma il nostro ordinamento prevede che se entro due legislature non si arriva all’approvazione, decade. Per questo i grillini hanno scritto una lettera a Napolitano e stanno organizzando una mobilitazione per sabato 16 aprile, anche davanti a Montecitorio: “Föra da i ball i condannati della politica!!!” dicono.
Tutto era cominciato l’otto settembre 2007: il ciclone Beppe Grillo si era preso, con la sorpresa di molti, una piazza Maggiore stracolma. Era il primo V Day: mentre blogger, giornalisti, ed esperti, intervenivano dal palco bolognese, in tutta Italia centinaia di migliaia di cittadini erano in coda per mettere la loro firma sotto la richiesta di legge popolare per un “Parlamento Pulito” lanciata da Grillo. La legge consta di tre articoli intellegibili da chiunque: 1) Ineleggibilità in Parlamento dei condannati in via definitiva; 2) Limite dei due mandati per i parlamentari (attualmente, tra i vari recordman, si segnala Gianfranco Fini arrivato all’ottava legislatura e Massimo D’Alema giunto alla settima); 3) re-introduzione della preferenza per l’espressione di voto alle elezioni politiche. “Se questa legge venisse approvata quasi tutti i parlamentari dovrebbero fare le valigie e rifarsi una vita a loro spese e dire addio ai contributi della collettività” ha dichiarato più volte Beppe Grillo.
La legge di iniziativa popolare è prevista dal nostro ordinamento ed è definita, insieme al referendum, un “istituto di democrazia diretta”. Una volta depositata la proposta in Cassazione, la corte dà il via libera alla raccolta di firme. L’otto settembre 2007 sulla proposta Parlamento Pulito vennero si raccolgono 350mila firme: 7 volte le cinquantamila necessarie. Il 14 dicembre 2007, Beppe Grillo si presenta a Roma, alla guida di un risciò circondato da una trentina di “grillini”: al Senato incontra l’allora presidente Franco Marini e gli consegna le firme. “Marini mi ha ricevuto, è stato gentile”. Da quel momento però, il buio. Il governo Prodi cade, e la legge rimane al Senato. Presidente ne diventa Renato Schifani, fedelissimo di Berlusconi. Dopo oltre tre anni, tutto è ancora fermo e la proposta rischia di scadere: le Camere hanno la sovranità in termini di ordine del giorno e se la conferenza dei capigruppo non decide di mettere in discussione una proposta di legge, questa rimane a prendere polvere e, con la fine delle legislatura, muore.
Per evitare l’oblio della proposta, i grillini hanno scritto in questi giorni una lettera al Presidente della Repubblica. “Gentile Presidente, in qualità di firmatari e sostenitori della proposta di Legge di iniziativa popolare in oggetto, ci vediamo costretti a evidenziare con disappunto come fino ad oggi, 6 aprile 2011, non sia ancora terminata la discussione su tale testo”. Nulla si è fatto, ribadiscono: “Nessuna commissione o organismo responsabile ha avviato una reale discussione sulla stessa”. La scadenza è dietro l’angolo: “La legislatura attuale sta avviandosi verso la conclusione. Al suo termine, la Proposta depositata decadrebbe avendo essa valore per due legislature ed attraversando, appunto, il secondo periodo con quella attuale. Qualora tale Proposta decadesse per sopraggiunti termini, si renderebbe inefficace lo strumento di partecipazione popolare introdotto nella nostra Costituzione”. Si prepara insomma una beffa per tutti i cittadini che hanno supportato questa proposta, e un’umiliazione per lo strumento di “democrazia diretta” strozzato da una politica che vuole conservare i suoi privilegi e le sue rendite di posizione. Proprio per questo, sabato prossimo, i sostenitori di questa proposta scenderanno in piazza.
Goldman Sachs ha investito 375 miloni di dollari in Facebook valutandola 50 miliardi di dollari. Ad ognuno dei 500 milioni di utenti di Facebook è stato attribuito il valore di 100 dollari. Senza iscritti Facebook varrebbe zero. Se io e mio figlio, ad esempio, cancellassimo il profilo, il valore di Facebook diminuirebbe all'istante di 200 dollari. Il capitale sono gli utenti, i loro contenuti e le loro reti di relazione e non la piattaforma, ma Facebook è un mondo chiuso in sé stesso nell'universo di Internet, chi vi entra non vi può più uscire. "Lasciate ogni speranza, o voi che entrate".
Se in futuro altre società fornissero una rete sociale con servizi migliori, l'utente di Facebook dovrebbe, in teoria, poter migrare i SUOI contenuti senza chiedere il permesso a Mark Zuckerberg. Nei fatti oggi non può farlo. Il valore economico di Facebook dipende dai miliardi di informazioni personali inserite. Chi è il proprietario di questi dati, dell’“identità digitale”? Facebook o l'utente? Dovrebbe essere l'utente, l'identità è sua, foto, film, testi sono frutto del suo lavoro, sono "lui", sono "lei". Queste informazioni sono però utilizzabili solo all’interno di Facebook. Chi si registra su un'altra rete sociale deve reintrodurre tutti i dati. Ogni “identità digitale” è in sostanza proprietà di Facebook o della rete sociale in cui è stata inserita. Da tempo è allo studio uno standard per una "identità digitale universale" per accedere a ogni rete sociale dove contenuti e relazioni rimangono di proprietà dell'utente. La nostra "identità digitale" è sempre più importante per le nostre relazioni sociali, ma può essere cancellata in ogni momento da Facebook e noi con essa. Facebook dovrebbe distribuire i soldi ricevuti dalla Goldman Sachs ai suoi utenti che lavorano a cottimo e gratis fornendo informazioni che possono essere usate per attività marketing. Con queste premesse, se il monopolio di fatto di Facebook finisse, i capitali di Goldman Sachs avrebbero creato l'ennesima bolla di Internet. E chi ci rimette i soldi nelle bolle? I piccoli azionisti o le grandi banche? Di certo non Goldman Sachs che potrebbe guidare la collocazione in borsa di Facebook nel 2012 con ritorni enormi. Potrò sbagliarmi, ma per sicurezza di azioni Facebook io non ne comprerò.
Il 22 dicembre nel corso della Commissione Ambiente del Municipio Roma XVI su Malagrotta, abbiamo incontrato l'Ing. Antonello di Maio, ex-direttore dell'Apat (Ispra) che ci ha concesso l'intervista che pubblichiamo. Nell'intervista c'è la storia della discarica e dell'inceneritore di rifiuti di Roma, l'analisi dettagliata dei mancati controlli ambientali ed una serie di proposte per modificare il sistema di gestione dei rifiuti romano. Nell'intervista c'è una posizione sugli inceneritori che non condividiamo, ma il contributo dell'Ing. Di Maio riteniamo essere fondamentale per fare una informazione chiara sul tema dei rifiuti a Roma. sulle tecnologie disponibili e definire una via di uscita sostenibile da questo modello di gestione dei rifiuti.
Questa intervista è stata realizzata da Massimiliano Petrucci ed è disponibile sul canale Manifestopeasu Youtube.
Il blog è entrato in possesso del contenuto di una seduta spiritica (vera o presunta) tenuta dal medium Marcello Dell'Utri in cui è stato evocato lo spirito di Benito Mussolini.
"Che cosa è questo nuovo fascismo contro il quale si accaniscono, dico io giustamente, i nemici vecchi e nuovi? Sia concesso a me che ho l'orgoglio di averlo lanciato nel mondo di rispondere a questa domanda. Parliamo schietto: il mio fascismo con questo nulla ha a che vedere, come un originale con la sua caricatura. Il mio governo ebbe Gentile e questo la Gelmini, Bottai e questo l'efebo e molliccio Bondi, più larva che uomo, un verme che mai avrebbe affrontato un cerchio di fuoco. Balbo fu magnifico ministro dell'aviazione a trentatrè anni, realizzò la prima trasvolata atlantica con una squadra aerea, gli è dedicata una strada a New York. Oggi sarebbe precario o commesso in un grande magazzino. I morti in camicia nera non possono difendersi da Fini, detto fascisticamente "er caghetta" per lo spirito pugnace che ha sempre dimostrato o dalla rappresentazione immonda e ciarlatanesca di un La Russa. I miei errori non giustificano questo ludibrio. Il fascismo è stato meglio e peggio di tutto questo. Il fascismo con i suoi errori e orrori è morto con me. Io sono stato appeso in una piazza di Milano, non lontano dalla sala di Piazza San Sepolcro dove gettai le basi della mia costruzione ideale. Lasciatemi in pace. Chi mi rappresenta in questi tempi è un traditore, un millantatore, un mafioso, un massone. Il prefetto Mori sparò ai mafiosi che siedono adesso con Berlusconi in Parlamento. Quale differenza esiste tra una dittatura palese, quella fascista, e una occulta, ma solo per chi non vuol vedere, quella plutomafiomassonica in cui vivete? Non cadde dalle mie tasche neppure un soldo mentre ero a testa in giù a piazzale Loreto insieme a Claretta Petacci, che era la mia favorita, ma in virtù di questo non divenne mai ministro. L'uomo più ricco d'Italia è diventato il vostro padrone. Fui socialista avanti di essere fascista e con il socialista Pietro Nenni divisi la galera prima di diventare Duce e far uccidere Matteotti. Se fossi vivo ora, comprerei ogni socialista, e tutti a un buon prezzo. Al posto di Matteotti dovrei fronteggiare Gianni De Michelis e Claudio Martelli. Le leggi razziali sono state il mio dono a Hitler, le basi ideologiche di un'alleanza infame. La xenofobia delle camicie verdi ha sostituito il razzismo delle camicie nere. La Storia si ripete. Era destino che l'Italia vivesse, dopo la tragedia della mia epoca, la farsa della vostra."
Il blog lancia una fatwa collettiva contro tutti i parlamentari che hanno maturato (o stanno maturando in silenzio/assenso) il diritto alla pensione dopo una sola legislatura: "Ogni parlamentare che non rinunci al diritto di percepire la pensione acquisita dopo una sola legislatura sia maledetto". È una fatwa gentile, infatti è sufficiente rinunciare alla pensione per sfuggire alla maledizione. Qualche milione di giovani non riceverà mai la pensione e molti milioni di anziani ricevono una pensione miserabile dopo 35/40 anni di lavoro, spesso usurante.
La pensione mensile netta dei nostri dipendenti (dopo soli 30 mesi di legislatura) è pari a un minimo mensile di 2.797 euro. La pensione è percepita al 65simo anno di età, ma solo per chi è stato eletto la prima volta nel 2008, tutti gli altri invece ben prima. Nel 2009, il costo delle pensioni parlamentari è stato di 219,4 milioni di euro. Ci sono parlamentari in pensione da 50 anni di età. Molti cumulano la pensione con altri vitalizi. Il Parlamento è un pensionificio e i parlamentari lo sanno bene. Infatti, il Parlamento si scioglie SOLO dopo aver maturato la pensione e quindi dopo due anni e mezzo. È la pensione applicata al principio di governabilità. I parlamentari che chiedono sacrifici agli italiani non sono stati capaci di eliminare l'odioso privilegio dei 30 mesi per il diritto alla pensione e di mettere un tetto massimo. Perché un parlamentare deve ricevere quasi 10.000 euro al mese? In base a quale diritto? Il tetto massimo va ridotto a 3.000 euro lordi al mese. In caso contrario ogni cittadino non deve più versare un centesimo all'INPS.
Leggete questi nomi(*), sono solo un assaggio di chi percepisce un'ottima pensione (lorda) grazie ai contribuenti. Grazie a voi. Luciano Benetton: 3108, Rosa Russo Jervolino: 9947, TIziana Maiolo: 6590, Nicola Mancino: 9947, Pino Rauti: 9387, Alfredo Reichlin: 9947, Stefano Rodotà: 8455, Eugenio Scalfari: 3108, Vittorio Sgarbi: 8455, Giuliano Urbani: 6590, Walter Veltroni: 9014. Lo so che mentre leggete vi monta il sangue alla testa, stringete i pugni e vi si contrae lo stomaco. Per questo non ho riportato l'elenco completo, l'ho fatto per voi. Siate contenti che un diversamente lavoratore come Topo Gigio Veltrtoni abbia a 55 anni una pensione di novemila e passa euro, che Luciano Benetton possa confidare in una pensione di fronte ai possibili rovesci di mercato e che Scalfari disponga di un piccolo gruzzolo mensile. I parlamentari di oggi e di ieri prendono la pensione per noi. Perché ci si senta più buoni e tanto coglioni. (*) Fonte: l'Espresso. (Molto interessante, se avete voglia di incazzarvi di più di quanto non lo siate già.)
I blogger non hanno soldi e gli italiani non hanno informazione. Per risolvere in parte questo problema il blog vuole fare incontrare domanda e offerta. Il meccanismo è semplice. I lettori del blog propongono l'inchiesta desiderata in un commento al post. La più votata, attraverso la funzione "vota il commento", sarà valutata economicamente da un giornalista/blogger freelance. Il costo verrà coperto da microdonazioni direttamente al blogger, fino al raggiungimento della cifra richiesta. L'inchiesta sarà in seguito pubblicata su questo blog e replicabile ovunque in Rete con licenza Creative Commons.
In futuro il blog dedicherà un'area apposita per la raccolta delle richieste di inchiesta, le votazioni e le proposte dei giornalisti/blogger free lance. Claudio Messora, Byoblu, ci parla oggi dell'informazione libera in Rete. Proponetegli le vostre inchieste con un commento al post.
Da quanto tempo desideravate scrivere il menù dell'informazione, ordinare i vostri servizi? Ora, si può!
Da anni vengono sfornati leggi, decreti, progetti, emendamenti per bloccarla. L'accanimento con cui Pdl e Pdmenoelle si occupano di Internet è impressionante. Nell'agenda dei problemi del Paese è prioritaria. L'ultimo attacco alla libertà di informazione e alla Rete è l'obbligo di rettifica nei siti entro 48 ore. I blog vengono equiparati ai giornali con multe di 12.000 euro per infrazione. Tutti i blog sono a rischio chiusura.
Altre volte il blog ha lanciato campagne contro la legge Levi/Prodi o contro la legge D'Alia con successo. Questa volta mi rifiuto. Approvino le leggi che vogliono. Ne pagheranno le conseguenze. Anzi, suggerisco al duo Berlusconi/Bersani di osare di più. Legiferare in modo risolutivo, tombale e chiudere Internet. Io non voglio mettermi a discutere ogni mese con degli idioti internettiani, farei la figura anch'io dell'idiota. Quindi, chiudete, filtrate, oscurate, hackerate. Fate il cazzo che vi pare. Sarete voi a pagarne le conseguenze perché chiudere l'ultima valvola di confronto democratico presenta dei rischi molto alti. La pentola a pressione può esplodere in anticipo.
Il blog comunque rimarrà indifferente alle leggi contro la Rete. Il blog continuerà fino a quando mi sarà possibile. Non è disubbidienza civile. Per disubbidire ci vogliono delle Autorità con la facoltà legittima di esercitare un pubblico potere e in questo Parlamento di condannati, di locatari di abitazioni regalate, di servi nominati dai partiti e non dai cittadini non vedo alcun principio di autorità. Quindi indifferenza civile, non disubbidienza civile, ma a viso aperto, pronto a pagarne le conseguenze. Fate pure 100 leggi al mese per chiudere la Rete, io non le applicherò e se faranno lo stesso i milioni di italiani che scrivono e comunicano in Rete, le vostre leggi diventeranno carta da cesso.
Breve e incompleto elenco delle leggi bipartisan contro la Rete.
Disegno di legge “Intercettazioni” (30/06/2008: Il testo di iniziativa governativa è presentato alla Camera)
Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. L'articolo 18 integra la legge sulla stampa aggiungendo i «siti informatici» tra i mezzi per cui è obbligatoria la rettifica entro 48 ore.
Decreto “Romani” (30/3/2010: pubblicato in Gazzetta Ufficiale con n. 44/2010)
In una prima versione sembrava introdurre obblighi di registrazione per chi produce contenuti video e dirette web anche a livello amatoriale su internet.
Disegno di legge S.1950 “Lauro” (26/1/2010: Assegnato alla Commissione Giustizia)
Contro chi istiga a commettere delitti contro l’incolumità delle persone o ne fa apologia, con aggravante nel caso di ricorso a comunicazione telefonica o telematica (internet e social network).
Decreto Ministeriale “Bondi” (30/12/2009: firmato il decreto)
Su tutti i supporti digitali viene applicato un sovrapprezzo
(il cosiddetto "equo compenso") per ripagare il diritto d'autore.
Progetto di legge C.881 “Pecorella Costa" (14/09/2009: Il testo è assegnato alla Comm. Giustizia)
Estende anche ai “siti internet aventi natura editoriale” le previsioni della Legge sulla stampa (47/1948) in materia di diffamazione.
Progetto di legge C.2455 "diritto all’oblio" (23/06/2009: Il testo è assegnato alla Comm. Giustizia)
Garantisce che le informazioni riguardanti i propri trascorsi giudiziari non siano più direttamente attingibili da chiunque.
Progetto di legge C.2195 “Carlucci” (12/03/2009: Il testo è assegnato alla Commissione trasporti)
Vieta di immettere in rete contenuti in forma anonima.
Emendamento D'Alia al Ddl S.773 C.2180 “decreto sicurezza” (29/04/2009 L’emendamento D’Alia è stato abrogato)
Reprime l’utilizzo di Internet per commettere reati di opinione come l’apologia di reato o l’istigazione a delinquere.
Progetto di legge C.2188 “Barbareschi” (12/02/2009: presentato il progetto di legge)
Argina la pirateria digitale promuovendo la costituzione di “piattaforme telematiche nazionali” di filesharing. Ai provider l’obbigo di rendicontare gli utilizzi da parte degli utenti.
Pdl C.1269 “Levi” (18/11/2008: Levi annuncia lo stralcio delle norme su Internet)
Fornisce definizioni equivoche di prodotto editoriale e di attività editoriale che hanno fatto pensare a un obbligo di riconoscimento e registrazione al Roc anche per i blog e i siti amatoriali.
Decreto “Pisanu” (30/12/2008: Il governo Berluconi proroga la validità al 31/12/2010)
Identifica chiunque utilizzi postazioni di accesso pubbliche a internet e di conservarne i dati di navigazione.
Decreto “Urbani” (21/05/2004: Convertito in legge )
Dedicato principalmente al finanziamento pubblico di attività cinematografiche e sportive, introduce nell’ordinamento sanzioni contro la pirateria musicale e cinematografica commessa per via telematica, mediante siti web o sistemi di file sharing.
L'attacco a Internet è ormai spudorato. Il Governo, quindi il proprietario di Mediaset, ha deciso che il diritto di informazione in Rete deve essere sanzionato. Che il copyright sia usato per chiudere siti e eliminare video da YouTube. Che la ripresa in diretta con una web cam fatta da un cittadino in streaming sia valutata al pari di una diretta televisiva. Che i siti che fanno informazione su Internet debbano provvedere a rettifiche equiparabili ai telegiornali nazionali. Tutto questo è merda che va restituita al mittente. La Rete deve fare opera di disobbedienza civile, a partire da questo blog, di fronte a una legge confezionata per Mediaset e per la RAI.
Berlusconi paga solo l'uno per cento dei ricavi per tre concessioni televisive nazionali, è ricco grazie a D'Alema che gli confezionò una legge su misura nel 1999 quando era presidente del Consiglio. Provate a dare un vostro bene, un appartamento ad esempio, in concessione a qualcuno e pretendere solo l'uno per cento dell'affitto. Questo ha fatto il Pdmenoelle. Propongo almeno il 30% per mantenere le concessioni a Mediaset e una sola rete e, insieme, le dimissioni immediate di Berlusconi. Un concessionario dello Stato non può avere, infatti, ruoli di Governo. Violante ricordò in Parlamento che i dirigenti del Pdmenoelle garantirono (in privato) a Berlusconi che le sue televisioni non sarebbero mai state toccate. Inoltre, il Pdmenoelle, nell'ultimo governo Prodi, seguì i consigli di Arcore e fece nominare Paolo Gentiloni come ministro delle Telecomunicazioni al posto di Antonio Di Pietro. Quel Gentiloni, "sorpreso" da questa legge, che come ministro, non mosse un dito per fare applicare le sentenze a favore di Europa 7 e spostare Rete4 sul satellite. Il Garante delle Comunicazioni dovrà far rispettare la legge su Internet, la "loro" legge, quella di chi ha il controllo dell'informazione e usa un Minzolini per disonorare la RAI e avvilire gli italiani in ascolto con la celebrazione del ladro Bottino Craxi. Clito Minzolini venga in Rete, in diretta, a raccontare le sue balle e capirà come la pensano gli italiani, legga i commenti, ascolti le chat e prenoti l'elicottero.
Dobbiamo portarci avanti con il lavoro. Eliminare i rifiuti tossici nocivi dalla Rete. Cancellate, non pubblicate più nessun programma Mediaset. Inizio io, da oggi, rendiamo la Rete un luogo migliore. Denunciate Mediaset e la RAI ogni volta che utilizzano, nei loro programmi infarciti di pubblicità, un vostro video o un vostro articolo pubblicati in Rete . Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
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