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mercoledì 7 dicembre 2011

Comunicato stampa


MANOVRA, DE IULIIS PDL: SALVA ITALIA E AMMAZZA MUNICIPI?

"Se davvero fosse confermato che nel decreto legge del Governo la frase 'la titolarità di qualsiasi carica, ufficio o organo di natura elettiva di un ente territoriale non previsto dalla Costituzione è a titolo onorifico e non può essere fonte di alcuna forma di remunerazione, indennità o gettoni di presenza', fosse riferita anche ai Municipi di Roma Capitale allora questi devono essere aboliti!
Lo dichiara in una nota Massimiliano DE IULIIS Capogruppo PDL al Municipio XII EUR.
In un momento di crisi economica è giusto che la politica dia per prima il buon esempio per diminuire i suoi costi ma, mentre si aspetta ancora la riduzione dei costi della casta nominata, i Municipi di Roma ancora una volta finiscono nel mirino dei tagli.
Va evidenziato, continua DE IULIIS, che con il decreto su Roma Capitale gli stessi saranno ridotti da diciannove a quindici, con una riduzione di circa il 20% delle cariche politiche, dei costi dell'amministrazione e del personale. Va poi rammentato, a chi ha poca memoria, che pochi anni fa, i medesimi consigli Municipali, hanno già avuto una riduzione di circa il 30% dei gettoni di presenza. Pochi mesi fa invece sono stati ridotti pesantemente i rimborsi ai datori di lavoro dei medesimi consiglieri, con contenziosi che ancora sono in atto, quest’estate sono stati tagliati i permessi per partecipare a sedute di consiglio e commissione ed ora si paventa persino il taglio dei gettoni.
I consiglieri municipali, quelli che sono rimasti gli unici servitori dei cittadini con cui sono a contatto tutti i giorni, quelli che vengono eletti con le preferenze e non sono nominati,  quelli che spesso rinunciano a carriere lavorative o dedicano meno tempo alla propria attività per passione. Questi consiglieri chiedono dignità per il ruolo che svolgono ogni giorno e chiedono con forza di dimezzare il numero dei parlamentari!
In attesa di attuarlo, il dimezzamento del loro stipendio! Allora possiamo parlare di riduzione dei costi della politica altrimenti siamo alla solita propaganda! Il buon padre di famiglia dia l’esempio! In attesa di ricevere maggiori poteri dal decentramento di Roma Capitale chiediamo con forza a tutti i rappresentanti dell’assemblea Capitolina, del Consiglio Regionale e dei Parlamentari eletti nel Lazio di richiedere di specificare che il taglio agli enti territoriali non è riferito ai Municipi di Roma Capitale.
 
Massimiliano DE IULIIS
Capogruppo PDL Municipio Roma XII EUR
Tel 3478888612
massimiliano@de-iuliis.it

mercoledì 7 luglio 2010

Vitalizi parlamentari: Cosa loro.


Il blog lancia una fatwa collettiva contro tutti i parlamentari che hanno maturato (o stanno maturando in silenzio/assenso) il diritto alla pensione dopo una sola legislatura: "Ogni parlamentare che non rinunci al diritto di percepire la pensione acquisita dopo una sola legislatura sia maledetto". È una fatwa gentile, infatti è sufficiente rinunciare alla pensione per sfuggire alla maledizione. Qualche milione di giovani non riceverà mai la pensione e molti milioni di anziani ricevono una pensione miserabile dopo 35/40 anni di lavoro, spesso usurante.
La pensione mensile netta dei nostri dipendenti (dopo soli 30 mesi di legislatura) è pari a un minimo mensile di 2.797 euro. La pensione è percepita al 65simo anno di età, ma solo per chi è stato eletto la prima volta nel 2008, tutti gli altri invece ben prima. Nel 2009, il costo delle pensioni parlamentari è stato di 219,4 milioni di euro. Ci sono parlamentari in pensione da 50 anni di età. Molti cumulano la pensione con altri vitalizi. Il Parlamento è un pensionificio e i parlamentari lo sanno bene. Infatti, il Parlamento si scioglie SOLO dopo aver maturato la pensione e quindi dopo due anni e mezzo. È la pensione applicata al principio di governabilità. I parlamentari che chiedono sacrifici agli italiani non sono stati capaci di eliminare l'odioso privilegio dei 30 mesi per il diritto alla pensione e di mettere un tetto massimo. Perché un parlamentare deve ricevere quasi 10.000 euro al mese? In base a quale diritto? Il tetto massimo va ridotto a 3.000 euro lordi al mese. In caso contrario ogni cittadino non deve più versare un centesimo all'INPS.
Leggete questi nomi(*), sono solo un assaggio di chi percepisce un'ottima pensione (lorda) grazie ai contribuenti. Grazie a voi. Luciano Benetton: 3108, Rosa Russo Jervolino: 9947, TIziana Maiolo: 6590, Nicola Mancino: 9947, Pino Rauti: 9387, Alfredo Reichlin: 9947, Stefano Rodotà: 8455, Eugenio Scalfari: 3108, Vittorio Sgarbi: 8455, Giuliano Urbani: 6590, Walter Veltroni: 9014. Lo so che mentre leggete vi monta il sangue alla testa, stringete i pugni e vi si contrae lo stomaco. Per questo non ho riportato l'elenco completo, l'ho fatto per voi. Siate contenti che un diversamente lavoratore come Topo Gigio Veltrtoni abbia a 55 anni una pensione di novemila e passa euro, che Luciano Benetton possa confidare in una pensione di fronte ai possibili rovesci di mercato e che Scalfari disponga di un piccolo gruzzolo mensile. I parlamentari di oggi e di ieri prendono la pensione per noi. Perché ci si senta più buoni e tanto coglioni.

(*) Fonte: l'Espresso. (Molto interessante, se avete voglia di incazzarvi di più di quanto non lo siate già.)

mercoledì 27 gennaio 2010

Dopo TV e Giornali, la casta cerca di censurare la rete.


Il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) e, tra gli altri, un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC) identificato dall'articolo 50-bis:
Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet.
La prossima settimana il testo approderà alla Camera diventando l'articolo nr. 60.
Il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della Casta.
In pratica, in base a questo emendamento, se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i /providers/ dovranno bloccare il blog.
Questo provvedimento può far oscurare un sito ovunque si trovi, anche all'estero; il Ministro dell'Interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può infatti disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.
L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore; la violazione di tale obbligo comporta per i provider una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000.
Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato, oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali.
Con questa legge verrebbero immediatamente ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta!
In pratica il potere si sta dotando delle armi necessarie per bloccare in Italia
Facebook,
YouTube e
*tutti i blog* ,
che al momento rappresentano in Italia l'unica informazione non condizionata e/o censurata.
Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo dove una /media company/ ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento. Il nome di questa /media company/, guarda caso, è Mediaset.
Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che, del tutto incidentalmente, vede coinvolta un'impresa del Presidente del Consiglio in un conflitto giudiziario e d'interessi.
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una Commissione contro la pirateria digitale e multimediale, che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di /normalizzare/ con leggi di repressione Internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non riescono più a dominare.
Tra breve non dovremmo stupirci se la delazione verrà premiata con buoni spesa!
Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad Internet, in Italia il governo si ispira per quanto riguarda la libertà di stampa alla Cina e alla Birmania.

Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati il blog Beppe Grillo e la rivista specializzata Punto Informatico.
Date la massima diffusione a questa notizia per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli Italiani, perché dove non c'è libera informazione e diritto di critica il concetto di democrazia diventa un problema puramente dialettico.