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sabato 10 aprile 2010

Consigli per il benessere fisico

(articolo ripreso da IL TEMPO di Roma)
di Emiliano Biagetti
Personal Trainer Master FIPCF
Oggi giorno i rapporti esistenti tra un sano stile di vita e la salute sono ben conosciuti. E’ ormai noto che l’adeguatezza della dieta, in tutte le fasi della vita, costituisce un requisito fondamentale per la salute, permettendo lo sfruttamento del potenziale genetico di crescita, l’efficienza fisica e psichica e il completamento della spettanza di vita. Le patologie che sono, più o meno direttamente, legate alle abitudini alimentari e allo stile di vita di un individuo sono molte: malattie cardiovascolari, malattie ischemiche del cuore, tumori, obesità, diabete mellito, osteoporosi, cirrosi epatica, disordinilegati alla carenza di iodio, anemie nutrizionali, ipercolesterolemia, anoressia, bulimia ecc.. Quanto detto dimostra l’importanza di informare la popolazione sul corretto uso del cibo, e renderla consapevole che corrette abitudini alimentari sono un requisito fondamentale al mantenimento di un buono stato di salute. Ogni intervento formativo dovrebbe sempre considerare i concetti di base dell’educazione alimentare e nutrizionale che possono essere così sintetizzati:
•Controllo del peso corporeo, poiché risulta essere un valido indicatore del comportamento alimentare e dello stile di vita complessivo, questo obiettivo deve essere ben chiaro e perseguito fin dagli anni dell’infanzia.
•Circa il 55% delle calorie totali giornaliere deve provenire dai carboidrati contenuti nei cereali, legumi, frutta e verdura, circa il 15% delle calorie totali deve provenire dalle proteine, contenute nel pesce, uova, carne e latte, non più del 30% delle calorie totali deve provenire dai grassi, preferibilmente contenenti acidi grassi insaturi, per il loro contributo a tenere basso il livello di colesterolo nel sangue, gli alimenti contenenti questa tipologia di acidi grassi sono rappresentati soprattutto da oli vegetali (di oliva e di semi), noci, nocciole olive e pesce.
•Bere almeno 2-2,5 litri di acqua al giorno per il corretto svolgimento di tutti i processi fisiologici e le reazioni biochimiche che avvengono nel nostro corpo.
•Fare 4-5 piccoli pasti al giorno, L'ideale sarebbe: colazione abbondante, in quanto, dopo il digiuno notturno, è necessario dare all'organismo l'energia di cui ha bisogno per iniziare la giornata nel modo più efficiente possibile, inoltre, è dimostrato, che chi salta la prima colazione tende a mangiare di più nella seconda metà della giornata, accrescendo la tendenza ad ingrassare. Gli alimenti da inserire in questo primo appuntamento mattutino possono essere scelti a seconda dei nostri gusti, in relazione alla stagione, alla nostra salute, l’importante è che nelle nostre scelte ci siano carboidrati e grassi di qualità, proteine di alto valore biologico e una buona componente di micronutrienti. Il pranzo è anch'esso un pasto importante, infatti dovendo affrontare ancora gran parte della giornata è consigliabile fare un pasto completo, (di porzioni moderate) a base di carboidrati, proteine, grassi e vegetali. La cena deve essere costituita da alimenti poveri di grassi e di calorie considerando che genericamente essendo arrivati a fine giornata il consumo calorico di un individuo diminuisce nettamente. Per gli spuntini di metà mattina e di metà pomeriggio possono essere utilizzati yogurt magro e frutta fresca di stagione.
• Condire gli alimenti a crudo con olio extravergine di oliva ricco di acido oleico (acido grasso monoinsaturo) e con sale iodato marino (ricco di iodio che risulta essere un elemento fondamentale per il corretto funzionamento della ghiandola tiroidea).
• Dolcificare possibilmente con fruttosio che risulta avere una incidenza glicemica nettamente inferiore rispetto al normale zucchero da cucina.
•Limitare il più possibile il consumo di bevande alcoliche
• Sia per i pasti principali che per gli spuntini scegliere possibilmente alimenti a basso indice glicemico. L’indice glicemico di un alimento rappresenta la velocità con cui aumenta la glicemia (e cioè la concentrazione di glucosio nel sangue) in seguito all'assunzione di quell'alimento.
I due alimenti di riferimento più utilizzati sono il glucosio e il pane bianco: è quindi possibile trovare indici diversi per lo stesso alimento: quando si confrontano gli indici glicemici di due alimenti (ricavati da fonti diverse) occorre accertarsi che siano calcolati in base allo stesso alimento di riferimento. Con la scoperta che un eccesso di carboidrati è dannoso tanto quanto un eccesso di grassi, negli ultimi anni l'indice glicemico ha assunto una importanza che va molto al di là di quello che in realtà possiede, con la conseguente demonizzazione di alcuni cibi come per esempio (banane, carote, patate ecc..). E’ importante tenere presente che Il rilascio totale di insulina non dipende solo dall'indice glicemico dell’alimento, ma anche dal suo carico glicemico, ovvero dalla relazione esistente tra indice glicemico e la quantità del carboidrato ingerita. In altri termini, come per ingrassare conta la quantità di alimento che si mangia, così per l'attivazione del meccanismo dell'insulina conta la quantità di cibo glicidico che si assume: il fruttosio ha un indice glicemico che è un terzo di quello dello zucchero comune (saccarosio), ma 30 g di fruttosio provocano un rilascio insulinico maggiore di 8 g di zucchero (30g di fruttosio danno un carico glicemico uguale a 30x32=960 mentre 8 g di zucchero danno un carico glicemico uguale a 8x92= 736).
Se consideriamo inoltre che un carboidrato assunto insieme a proteine, grassi o fibre (capaci di rallentarne l’assorbimento nell'intestino tenue) ha una minore risposta insulinemica di quella che si può avere assumendo il carboidrato da solo possiamo affermare senza alcun dubbio che l’indice glicemico è importante solo se si tiene contemporaneamente conto del carico glicemico e dalla giusta complementazione tra gli alimenti in un pasto.
Dopo aver illustrato alcune sane abitudini alimentari è utile ribadire che non esistendo in natura un singolo alimento in grado di soddisfare da solo il fabbisogno nutrizionale di ogni singolo individuo, sarà necessario seguire una dieta il più possibile completa, equilibrata e soprattutto varia attenendosi il più possibile alle linee guida, alle direttive alimentari e ai livelli di assunzione raccomandati di energia e di nutrienti forniti in tutti i paesi del mondo, ricordando che se è dannosa la carenza di un determinato nutriente lo è altrettanto il suo eccesso.
Sotto è riportata una tabella degli indici glicemici degli alimenti più comunemente usati, considerando come alimento di riferimento il pane bianco comune.
(fonte : Istituto per lo studio e la cura del diabeteCentro di Diabetologia accreditato SSN –CE-).
INDICE GLICEMICO DI VARI ALIMENTI
DA 20 A 40
Yogurt scremato 20 - Fagioli di Soia in scatola 21 - Noccioline 25 - Fagioli di Soia 27 - Crusca di Riso 27 - Fagioli rossi 32 - Ciliege 32 - Fruttosio 32 - Piselli secchi 34 - Fagioli marroni 36 - Orzo 36 - Pompelmo 38 - Lenticchie rosse 38 - Latte intero 40
DA 40 A 80
Salsicce 42 - Lenticchie 42 - Fagioli 43 - Latte di Soia 45 - Albicocca 46 - Piselli bolliti 46 - Latte scremato 47 - Segale 49 – Cioccolato al latte S/Z 47 – Vermicelli 51 – Yogurt intero 53 – Pera o Mela 54 – Spaghetti 54 – Polpa di pomodoro 55 – Pane d’orzo 56 – Ravioli 56 – Succo di mela 60 – All Bran cereali 63 – Pesca 63 – Zuppa di lenticchie in scatola 64 – Cappellini 65 – Linguine 65 – Riso istantaneo bollito 1 minuto 66 – Lattosio 66 – Pan di Spagna 66 – Uva 67 – Succo di ananas 68 – Riso parboiled 68 – Piselli verdi 69 – Succo di pompelmo 71 – Cioccolato 71 – Succo di arancia 75 – Kiwi 77 – Torta comune 77 – Patate dolci 77 – Speciale K Kellogs 78 – Banana 78 – Grano saraceno 78 – Cereali dolci 78 – Spaghetti 79 – Riso integrale (brown) 79 – Farina di avena 79 – Biscotti da tè 79 – Pop corn 79 – Muesli 80 – Mango 80 – Uva sultanina 80 – Patate comuni bollite 80
DA 80 A 100
Riso integrale 81 – Riso bianco 83 – Pasticcio di carne 84 – Pizza al formaggio 86 - Zuppa di piselli 86 – Hamburger bun 87 – Farina di fiocchi di avena 87 – Gelato 87 – barrette di muesli 87 – Patate confezionate 87 – McDonald’ Smuffin 88 – Biscotto di pasta frolla 91 – Uva passa 91 – Pane di segale 92 - Maccheroni al formaggio 92 – Saccarosio, zucchero canna 92 – Timballo 93 – Cous cous 93 – Cocomero 93 – Patate al vapore 93 – Ananas 94 – Semolino 94 – Gnocchi 95 – Cornetti 96 – Nocciole 96 – Fanta 97 – Mars barrette 97 – Pane integrale di frumento 97 – Frittelle 98 – biscotti di frumento 100 – Purè di patate 100 – Carote 100 – Pane bianco 100
OLTRE 100
Crackers 102 – Melone 103 – Panino 104 – Miele 104 – Patate bollite schiacciate 104 – Corn chips 105 – Panino ripieno 106 – Patate fritte 107 – Zucca 107 – Cialde 109 – Waffers alla vaniglia 110 – Dolcetti di riso 110 – Galletta tipo colazione 113 – Ciambella salata 116 – Patate microonde 117 – Cornflakes 119 – Patate al forno 121 – Patatine fritte croccanti 124 – Riso parboiled, basso amido 124 – Riso bianco, basso amido 126 – Riso soffiato 128 – Riso istantaneo bollito 6 minuti 128 – Pane di frumento senza glutine 129 – Glucosio 137 – Maltodestrine 137 – Tavolette di glucosio 146 – Maltosio 150 – Tofu frozen dessert 164

L’importanza di una idonea attività fisica
I preziosi suggerimenti elencati sopra devono essere sempre accompagnati da una idonea attività fisica mirata soprattutto al controllo del peso corporeo che risulta essere l’espressione tangibile del bilancio energetico tra entrate e uscite caloriche.
Gran parte dell’energia che viene introdotta con gli alimenti viene utilizzata dal nostro corpo per il corretto funzionamento dei suoi organi, quali cervello, cuore, polmoni, reni, fegato, ecc…, una discreta percentuale è consigliabile utilizzarla con la pratica di un’idonea attività fisica che ha il ruolo fondamentale di contribuire a creare quel deficit calorico giornaliero che consentirebbe, evitando l’accumulo di grasso corporeo, la riduzione non solo del rischio di insorgenza di alcune patologie, quali la cardiopatia coronaria, il diabete, l’ipertensione e alcuni tipi di cancro, ma anche di tutte le conseguenze meccaniche provocate dal sovraccarico sulle articolazioni (danni alla colonna vertebrale, ginocchia, anche ecc….).
L’attività fisica permette oltre ai preziosi vantaggi elencati fino ad ora anche un diverso approccio psicologico e sociale delle abitudini di vita, infatti in uno sportivo è più raro riscontrare cattive abitudini quali il fumo e l’alcol.
L’ideale sarebbe praticare un’attività fisica completa, che comprenda sedute di allenamento di tipo aerobico per l’efficienza dell’apparato cardiovascolare, sedute di allenamento isotoniche per il miglioramento del tono muscolare ed infine sedute di stretching per il miglioramento della mobilità articolare.

LE ATTIVITA’ SPECIFICHE CONSIGLIATE SONO:
Attività aerobica (corsa, camminata passo veloce, bicicletta, nuoto ecc) 30 minuti 2 volte la settimana.
Allenamento di intensità media con utilizzo di sovraccarichi (manubri, bilancieri e attrezzature isotoniche) per tutti i gruppi muscolari del corpo, 1 ora 2 volte la settimana.
Esercizi di stretching e mobilità articolare, 20 minuti circa, 2 volte la settimana.
Il tempo totale richiesto per l’esecuzione di questo programma è di circa 4 ore la settimana.
Un piccolo sacrificio che vale la pena fare per cercare di migliorare il più possibile il proprio stile di vita, ma soprattutto nel tentativo di prevenire gran parte di patologie degenerative a carico dei vari apparati dell’organismo.

giovedì 1 aprile 2010

Roma 12 EUR

"Ginnastica nei Parchi" del Municipio XII
 
Domenica 28 marzo si darà il via all'iniziativa sportiva denominata "Ginnastica nei Parchi", promossa dal Municipio Roma XII EUR e affidata alla "A.S.D. Roma 12".
Ogni domenica, esclusa la domenica di Pasqua, fino al 15 giugno, si svolgerà una attività sportiva gratuita, articolata in quattro ore, dalle 9.00 alle 13.00, presso i seguenti parchi:

- Parco Archeologico Acquacetosa Fonte Ostiense – Via Tommaso Marinetti;
- Parco Campagna di Spinaceto – Via Carlo Avolio;
- Laghetto Eur – area verde adiacente la Piscina delle Rose.

Ogni ora comprenderà ginnastica generale con spunti di pilates, stretching, tonificazione ecc.

Chi vuole partecipare dovrà firmare una liberatoria preparata dall'Associazione Sportiva, recandosi direttamente al parco prescelto nell'orario di attività. Successivamente i partecipanti dovranno presentare un certificato medico (o fotocopia) per attività motoria non agonistica.

Per eventuali informazioni si può fare riferimento al Coordinatore Tecnico dell'iniziativa Sig. Giampiero Vintari cell. 328 911 38 29 o telefonare all'Ufficio Sport del Municipio (dal lunedì al venerdì) al numero 06 696 12 630.

venerdì 26 marzo 2010

SALUTE (dolore del tallone)

da L'espresso del 18 gennaio 2007
Lezione di stretching



Lo stretching è un toccasana per chi soffre di fascite plantare, una infiammazione delle fibre della pianta del piede che rappresenta la causa più comune di dolore al tallone fra corridori, atleti e chi è costretto a molte ore in piedi. Per non soffrire a ogni passo, è utile un semplice esercizio da ripetere almeno tre volte al giorno, appena scesi dal letto e ogni qual volta ci si appresti a fare attività fisica o assumere posizioni che sollecitano i fasci plantari.
L'esercizio consiste nel sedersi con una gamba sopra l'altra, stendere l'arcata del piede e spingere le dita verso lo stinco, contando fino a dieci per dieci volte. Il metodo è stato sviluppato da Benedict DiGiovanni, docente di chirurgia ortopedica alla University of Rochester, e ha dato risultati positivi sul 90 per cento dei partecipanti allo studio, pubblicato sul "Journal of Bone and Joint Surgey".

mercoledì 20 gennaio 2010

Carie, addio al trapano del dentista


da Ansa.it
Entro 3-5 anni si cureranno con lampi di plasma, che nel giro di pochi secondi sono in grado di ridurre di 10 mila volte la concentrazione di batteri dentali.
La poltrona del dentista non farà più paura: nel giro di 3-5 anni le carie si cureranno con un getto di plasma, ossia con lampi di gas plasma freddo che, spruzzato nella carie, ripulisce da tutti i batteri patogeni ed elimina il tessuto infetto senza danneggiare il dente. La soluzione rivoluzionaria è dell'equipe di Stefan Rupf dell'università Saarland ad Amburgo. Secondo quanto riferito sul Journal of Medical Microbiology, i lampi di plasma nel giro di pochi secondi sono in grado di ridurre di 10 mila volte la concentrazione di batteri dentali.

Oggi per rimuovere le carie, il risultato di un'infezione batterica che corrode smalto e dentina, si agisce con il trapano, rimuovendo il tessuto infetto e quindi intaccando l'integrità del dente. Il 'gas plasma' consiste di una nube reattiva di particelle cariche elettricamente (radicali liberi) prodotta dall'azione di un forte campo elettromagnetico su acqua ossigenata vaporizzata. Oggi è già in uso per la sterilizzazione di strumenti chirurgici sensibili al calore poiché la temperatura di questo processo con il plasma non supera i 50 gradi. Il plasma usato dai ricercatori tedeschi è un plasma freddo e indolore; gli esperti lo hanno testato su dentina estratta da denti umani e 'cariata' dai due principali batteri della carie, Streptococcus mutans e Lactobacillus casei. Gli esperti hanno bombardato i denti in provetta per 6, 12 o 18 secondi e visto che ciò basta ad eliminare il tessuto infetto. Più a lungo il dente è esposto al getto di plasma maggiore è la densità di batteri eliminata. "Grazie alla bassa temperatura si possono uccidere i microbi preservando i denti", spiega Rupf. In questo modo totalmente privo di contatto fisico col dente stesso, il sorriso é al sicuro e la seduta dal dentista cessa di essere un incubo. "La ricerca in questo campo ha fatto già enormi progressi - conclude Rupf - e da qui a 3-5 anni il trattamento clinico delle carie col plasma sarà realtà". Sulla stessa scia un'altra scoperta dello scorso anno per la quale, secondo i ricercatori, sarà necessario aspettare ancora almeno altri 4 anni prima di poterla vedere utilizzata negli studi dentistici.

Un'equipe di scienziati del Leeds Dental Institute ha scoperto infatti una proteina che permette di riparare i buchi sulla superficie smaltata dei denti in maniera naturale, 'attirando' i minerali che formano lo smalto nello stesso modo in cui il corpo crea i nuovi denti. La nuova proteina potrebbe essere utilizzata anche per riempire i piccoli buchi sullo smalto dei denti che li rendono sensibili al caldo e al freddo. Ad attendere queste novità sono, solo in Italia, milioni di persone. Solo un italiano su 10 può infatti vantare una bocca veramente sana, senza neanche una carie o una infiammazione. Il Nord è più sano, seguito dal Centro. Quasi il 60% degli individui di età compresa tra i 13 ed i 18 anni ha già avuto almeno una lesione cariosa. Fra le persone in età tra i 19 e 25 anni c'é invece una prevalenza di patologia superiore all'80%.



A margine del presente post, ci fa piacere informare gli abitanti del nostro quartiere, che il Dott. Giuseppe Rosica (nelle foto), noto odontoiatra del Torrino e che aveva lo studio in via Pagoda Bianca, ha trasferito lo stesso nel nuovo e adiacente quartiere di Torrino-Mezzocammino in via Gianluigi Bonelli 481.
Lo staff qualificato esegue, oltre le terapie odontoiatriche di routine nell’ambito della CONSERVATIVA, ENDODONZIA, PARADONTOLOGIA, CHIRURGIA e PROTESI, anche trattamenti di IMPLANTOLOGIA OSTEOINTEGRATA. 
È inoltre attivo un servizio di ORTODONZIA per la prevenzione, la diagnosi e la cura delle malocclusioni nel bambino e nell’adulto. 
Nel laboratorio odontotecnico si eseguono altresì riparazioni protesiche immediate.

Via Gianluigi Bonelli 481
00127 ROMA (Torrino Mezzocammino)
Tel.  0652832441
Cell. 3398041948
studiodentistico@rosica.it

ORARI VISITE
Lunedì 9.30-12.30 15.30-19.30
Martedì e Marcoledì 15.30-19.30
Giovedì 9.30-12.30 15.30-19.30

mercoledì 13 gennaio 2010

Roma 12 EUR

Punto Unico di Accesso Socio Sanitario


E' nato nel Municipio XII il PUA: Punto Unico di Accesso ai Servizi Socio Sanitari.
E' un servizio per i cittadini frutto della collaborazione della Asl Roma C e del Municipio che, attraverso operatori adeguatamente preparati, assicurano la presa in carico delle persone con problemi sociosanitari complessi, informano sulle prestazioni erogabili, modalità e tempi di accesso.

E' certamente un servizio innovativo, a testimonianza della vivacità e dell'operatività che contraddistinguono l'Amministrazione Municipale che da sempre pone come prioritari i servizi sociali. E' un nuovo modello di assistenza gestito da personale che ascolta ed analizza i bisogni dell'utente e della sua famiglia, individua il percorso terapeutico più adatto, accompagnandolo in ogni fase.
Con il PUA sia gli amministratori pubblici che l'azienda sanitaria possono avere un quadro costante ed aggiornato sulla situazione dei servizi in rapporto alle necessità della popolazione del territorio e rispondere, finalmente, in maniera efficiente ai bisogni dei cittadini.
Il Punto Unico di Accesso si trova presso gli Uffici del Servizio Sociale del Municipio Roma XII Eur in Via Ignazio Silone 100, telefono 06/69612654, con apertura il lunedì ed il martedì dalle ore 9.00 alle ore 12.00 mentre il giovedì sarà aperto dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00.

martedì 10 novembre 2009

Test fai da te per l'influenza: è inutile, costoso e non ci dice se abbiamo l'influenza suina

da altroconsumo.it

Nelle farmacie in questi giorni va a ruba un test fai da te per l'influenza dal nome "Ego test - test influenza", prodotto da una ditta tedesca. Ma il test dice solo se hai un'influenza generica, non la H1N1.
Il test rileva un generico virus influenzale, non il nuovo A H1N1
Come scritto sulla confezione, il test rileva "la presenza degli antigeni dell'influenza di tipo A e B, compresi i ceppi suini e aviari".
Cosa significa? Vuol dire che il test è in grado di individuare, all'interno di un campione di muco prelevato dal naso, se è presente un virus influenzale o no, non facendo però alcuna distinzione tra i tipi di virus.
I virus influenzali infatti sono di tre tipi, A, B e C. Le influenze che durante la stagione invernale ci costringono a letto sono praticamente tutte imputabili ai primi due tipi, con i virus A responsabili della maggior parte dei casi di influenza stagionale. Il nuovo virus dell'influenza suina è proprio un virus di tipo A, anche se non ha parentele strette con i virus A circolanti ultimamente.
Questo test, quindi, non ci dice se il virus rilevato è di tipo A o B, e quindi nemmeno se si tratta dei sottotipi suino H1N1 o dell'aviario H5N1, o qualsiasi altro ceppo virale. Ci dice solo, in sostanza, se nelle nostre vie aeree c'è un virus influenzale, o no.
Spesa inutile
Un'informazione che ci è costata 14,50 euro (noi lo abbiamo trovato a questo prezzo in farmacia).
Bisogna poi sottolineare che non è assolutamente facile prelevare correttamente il campione di muco necessario, nonostante il test fornisca un foglietto di indicazioni chiaro ed esauriente. È assolutamente necessaria una buona manualità.
Suina o stagionale, l'influenza si affronta con il buon senso
Senza entrare nel merito della sensibilità e specificità del test, cioè se ci fornisce un'indicazione corretta, comunque l'informazione fornita da questo test non è utile.
Anche nel caso in cui noi scoprissimo che i nostri sintomi sono dovuti ad un virus influenzale, anche se fosse quello dell'influenza suina, il nostro comportamento deve essere sempre lo stesso: restiamo a casa, contattiamo il nostro medico di famiglia, e seguiamo le indicazioni che ci fornisce, senza intasare i pronto soccorso o precipitarsi in farmacia a comprare farmaci inutili.
Tanta acqua, riposo e un'alimentazione leggera ricca di frutta e verdura sono le armi per sconfiggere il malanno stagionale. Eventualmente si può ricorrere ad un antipiretico od un antidolorifico/antinfiammatorio, se la febbre e i dolori sono molto forti, sempre seguendo le indicazioni del medico. Lo stesso vale per la nuova influenza A H1N1, che nella gran parte dei casi si sta dimostrando una malattia lieve, dal decorso sovrapponibile a quello della classica influenza stagionale.
Inoltre, attualmente, due casi su tre di sintomi da raffreddamento (raffreddore, tosse, qualche linea di febbre, malessere diffuso e dolori articolari), non sono imputabili ai virus influenzali circolanti, ma ad altri virus, come rinovirus, adenovirus, coronavirus e virus parainfleunzali. Allarmarsi è inutile, perchè l'influenza si affronta con il buon senso.

martedì 22 settembre 2009

Comune di Roma

Influenza suina, informazione e aiuto da comune e Regione.

Roma, 22 settembre – Comune di Roma e Regione Lazio collaborano per fronteggiare l'emergenza legata al virus AH1N1 sul territorio della Capitale: una task force coadiuvata dal professor Aiuti, presidente della Commissione Politiche Sanitarie del Consiglio Comunale, sta lavorando ad un piano condiviso di interventi e di informazione ai cittadini. Lo hanno reso noto i relatori ad un convegno sull'influenza suina recentemente tenutosi in Campidoglio. Il gruppo di lavoro, istituito fin da maggio, ha fissato alcuni punti essenziali:

predisposizione dei provvedimenti che il Sindaco adotterà, in accordo con le autorità statali e regionali, nel caso la situazione peggiorasse (fermo restando l'attuale parere contrario alla chiusura delle scuole);


una circolare da inviare agli asili nido e alle scuole materne per tranquillizzare e fornire indicazioni utili al personale (direttori, insegnanti, addetti);


un opuscolo per tutti i romani con l'indicazione chiara delle precauzioni da prendere e delle norme igieniche da osservare – senza peraltro creare allarmismi –;


attivazione di un call center e di un numero verde dedicato, cui potrà fare riferimento l'intera cittadinanza.


Il Comune, infine, stilerà l'elenco degli addetti ai propri servizi essenziali (Metrebus, AMA, Vigili Urbani, insegnanti scuole dell'infanzia, ACEA, farmacisti Farmacap, personale di assistenza dei centri anziani, assistenti domiciliari, addetti ai campi nomadi) da sottoporre a vaccinazione presso le Asl.

mercoledì 16 settembre 2009

CONDIVIDIAMO, ANCHE NOI LA PENSIAMO COSI' E PER QUESTO MOTIVO LA DIFFONDIAMO!!!

A proposito di influenza suina…
…c’è sempre un interesse mascherato…

L’IRONIA NEL SUO MIGLIOR STILE
2000 persone contraggono l’influenza suina e ci si mette la mascherina…
25 milioni di persone con AIDS e non ci si mette il preservativo…

PANDEMIA DI LUCRO
Che interessi economici si muovono dietro l’influenza suina?
Nel mondo, ogni anno, muoiono milioni di persone, vittime della malaria..
I notiziari di questo non parlano…

Nel mondo, ogni anno muoiono due milioni di bambini per diarrea che si potrebbe evitare con un semplice rimedio che costa 25 centesimi..
I notiziari di questo non parlano…

Polmonite e molte altre malattie curabili con vaccini economici, provocano la morte di 10 milioni di persone ogni anno.
I notiziari di questo non parlano…

Ma quando comparve la famosa influenza dei polli… i notiziari mondiali si inondarono di notizie… un’epidemia e più pericolosa di tutte, una pandemia! Non si parlava d’altro, nonostante questa influenza causò la morte di 250 persone in 10 anni
25 morti l’anno!!

L’influenza comune, uccide ogni anno mezzo milione di persone nel mondo.
Mezzo milione contro 25.

E quindi perché un così grande scandalo con l’influenza dei polli?
Perché dietro questi polli c’era un “grande gallo”.

La casa farmaceutica internazionale Roche con il suo famoso Tamiflu, vendette milioni di dosi ai paesi asiatici. Nonostante il vaccino fosse di dubbia efficacia, il governo britannico comprò 14 milioni di dosi a scopo preventivo per la sua popolazione. Con questa influenza, Roche e Relenza, ottennero milioni di dollari di lucro.

Prima con i polli, adesso con i suini: e così adesso è iniziata la psicosi dell’inflluenza suina. E tutti i notiziari del mondo parlano di questo. E allora viene da chiedersi: se dietro l’influenza dei polli c’era un grande gallo, non sarà che dietro l’influenza suina ci sia un “grande porco?”.

L’impresa nord americana Gilead Sciences ha il brevetto del Tamiflu. Il principale azionista di questa impresa è niente meno che un personaggio sinistro, Donald Rumsfeld, segretario della difesa di Gorge Bush, artefice della guerra contro l’Iraq…

Gli azionisti di Roche e Relenza si stanno fregando le mani… felici per la nuova vendita milionaria.
La vera pandemia è il guadagno, gli enormi guadagni di questi mercenari della salute

Se l’influenza suina è così terribile come dicono i mezzi di informazione, se l’Organizzazione Mondiale della Salute (diretta dalla cinese Margaret Chan) è tanto preoccupata, perché non dichiara un problema di salute pubblica mondiale e autorizza la produzione farmaci generici per combatterla?

DIFFONDI QUESTO MESSAGGIO COME SE SI TRATTASSE DI UN VACCINO, PERCHE’ TUTTI CONOSCANO LA REALTA’ DI QUESTA “PANDEMIA”.


Dr. Carlos Alberto Morales Paità
Children’s Hospital pediatra – Lima, Peru

giovedì 10 settembre 2009

La nuova influenza: una risposta alle domande più frequenti

da Altroconsumo.it

Nonostante i giornali abbiamo dato enfasi alla notizia del "primo morto italiano", non ci sono maggiori cause di preoccupazione legate alla nuova influenza A H1N1. Purtroppo, anche la normale influenza di stagione provoca migliaia di morti ogni anno, nelle persone che hanno fattori di rischio particolare, ma non per questo genera paure incontrollate.
Cerchiamo di sciogliere ogni dubbio rispondendo alle domande più frequenti.

1. Che cos'è questa nuova influenza A(H1N1)?
L'influenza "suina", come fu battezzata inizialmente, è una malattia respiratoria acuta che si presenta con sintomi paragonabili a quelli della classica influenza stagionale, causata però da un nuovo virus influenzale del tipo A (H1N1).

2. Perché è stata definita "suina"?
L'appellativo "suina" deriva dall'origine del virus: è frutto dell'incrocio tra due ceppi di virus influenzali che infettano i maiali, due virus da tempo diffusi negli allevamenti.

A loro volta questi due ceppi hanno avuto origine dall'incrocio di virus influenzali umani, aviari (degli uccelli) e suini. Grazie a questi mescolamenti genetici, del tutto naturali, si è originato questo nuovo virus, senza parentele strette con i virus influenzali stagionali circolanti, con l'abilità di infettare e diffondersi con efficienza nella specie umana.

Il fenomeno però non è nuovo: nell'uomo infezioni da virus influenzali suini sono state riscontrate occasionalmente fin dagli anni '50 e sono legate a contatti ravvicinati con suini, come avviene negli enormi allevamenti industriali, dove migliaia di maiali sono assiepati in spazi ristretti e in scarse condizioni igieniche (condizioni favorevoli per la propagazione delle infezioni).

3. Perché è stata definità pandemia?
Si ha una pandemia quando una nuova infezione riesce ad espandersi in più zone del mondo contemporaneamente, in tempi rapidi e diffusamente a livello delle singole aree, così come sta facendo il virus A H1N1. È proprio la novità dell'agente infettivo, contro cui l'uomo non ha ancora avuto il tempo di costruire difese immunitarie, il fattore che determina il rapido espandersi del virus nella popolazione. La stessa paura ci fu per la SARS e per l'infleunza aviaria, entrambe infezioni nuove per l'uomo, anche se in questi casi la pandemia non si verificò.

4. Che differenza c'è tra la nuova influenza A e l'influenza stagionale?
In termini di vie di trasmissione, sintomi e trattamento non sembra esserci differenza tra le due influenze. La differenza sta nella probabilità di essere contagiati. L'influenza stagionale è data da virus influenzali che da tempo circolano nella popolazione, di cui l'uomo negli anni conserva parziale memoria immunologica, cioè capacità di difendersi (parziale, poiché il virus si ripresenta leggermente diverso ogni anno). L'infezione annuale quindi non sorprende tutta la popolazione, e proprio per questo il numero di malati e di decessi è contenuto.

La nuova influenza è causata invece da un virus nuovo, che la popolazione mondiale non ha mai dovuto affrontare, e contro cui non ha nessuna difesa immunitaria. Questo non vuol dire però che l'influenza sarà di sicuro più grave o più mortale, ma solo che un numero maggiore di persone potranno prendersela, un enorme problema per le risorse sanitarie e l'economia mondiale.

5. Come si trasmette?
La trasmissione da uomo a uomo avviene come per la classica influenza: si verifica per via aerea attraverso le micro-gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, ma anche per via indiretta attraverso il contatto con mani ed oggetti contaminati dalle secrezioni respiratorie dei malati. Per questo una buona igiene delle mani e ed una maggiore accortezza nel non diffondere l'infezione (per es. coprendo bocca e naso non con le mani, ma con un fazzoletto in caso di starnuti e colpi di tosse) è essenziale nel limitare la diffusione dell'influenza.

Va ricordato che una persona adulta può trasmettere il virus dal giorno prima dell'inizio dei sintomi fino a tre/sette giorni dopo l'inizio della malattia.

6. Chi sono le persone più a rischio di complicazioni?
In questo momento, i dati disponibili indicano più a rischio di complicazioni i malati cronici, come persone con problemi cardiaci e respiratori, i grandi obesi, chi ha difese immunitarie compromesse da malattie o terapie, gli anziani, i bambini sotto i due anni e le donne in gravidanza.

7. Cosa fare per proteggersi?
Ci sono alcune semplici azioni che aiutano a prevenire la diffusione di malattie infettive in generale, e quelle che si trasmettono per via aerea (come l'influenza). In particolare:

  • lavare spesso le mani con acqua e sapone e in particolare dopo avere tossito o starnutito o dopo aver frequentato luoghi e mezzi di trasporto pubblici; se acqua e sapone non sono disponibili è possibile usare in alternativa soluzioni detergenti a base di alcol;
  • coprire naso e bocca con un fazzoletto (possibilmente di carta) quando si starnutisce e gettare il fazzoletto nella spazzatura;
  • evitare di toccare occhi, naso e bocca prima di aver lavato le mani; i germi, e non soltanto quelli dell'influenza, entrano nel nostro organismo attraverso questi organi.

8. Quali sono i sintomi?
I sintomi che caratterizzano l'influenza A/H1N1 sono gli stessi della classica influenza stagionale, e sostanzialmente tre:

  • febbre alta sopra i 38° C
  • almeno uno di questi sintomi respiratori: raffreddore, dolore alla gola, tosse
  • dolori importanti a muscoli e articolazioni.

Questa influenza è a volte accompagnata da disturbi gastro-intestinali.

Nel lattante invece è comune che l'infezione si manifesti con vomito e diarrea e solo eccezionalmente con febbre.

9. Cosa fare se si sospetta di avere contratto l'influenza A (ma anche la classica influenza stagionale)?
Se si ha il sospetto di essere malati, non bisogna recarsi in ambulatorio, né in farmacia, né in ospedale, ma contattare il proprio medico telefonicamente. Ci fornirà tutte le istruzioni del caso, sia per quanto riguarda le norme di comportamento da assumere che per quanto riguarda la terapia. L'influenza infatti, nella maggior parte dei casi, si conclude con la guarigione del paziente: il medico di famiglia, conoscendo bene lo stato di salute dei pazienti e quello dei familiari conviventi, è il riferimento da privilegiarsi per ogni tipo di necessità.

Se si è malati è essenziale rimanere a casa evitando i contatti non necessari con altre persone, non intraprendere viaggi, non recarsi al lavoro o a scuola, in modo da non diffondere il virus ad altre persone e da ridurre il rischio di complicazioni (si intende sovra-infezioni da parte di altri virus o batteri).

10. Come si cura?
Normalmente, in caso di influenza si fa ricorso soltanto a rimedi contro i sintomi. Oltre ai semplici ma efficaci rimedi casalinghi (assunzione di liquidi, riposo, umidificazione dell'aria…) il medico di famiglia potrà consigliare alcuni farmaci, generalmente antipiretici contro la febbre e antidolorifici per il mal di testa e i dolori articolari e muscolari.

Nel caso dell'influenza è assolutamente inutile ricorrere all'uso di antibiotici.

Sintomi come febbre e tosse sono assolutamente comuni nell'influenza, ed essendo causati da un virus e non da batteri, usare un antibiotico è insensato.

11. È utile assumere farmaci antivirali?
Il virus H1N1 è sensibile ai farmaci antivirali oseltamivir (Tamiflu, 36,80 euro) e zanamivir (Relenza, 32,60 euro), acquistabili in farmacia solo con ricetta medica, totalmente a carico del paziente.

Le migliori conoscenze oggi disponibili indicano però che l'unico beneficio dato da questi farmaci è la riduzione della durata dei sintomi, pari ad un giorno negli adulti sani e un giorno e mezzo nei bambini sani. Inoltre, l'efficacia e la sicurezza di questi farmaci non sono accertate in bambini inferiori ad un anno, donne in gravidanza e allattamento, anziani sopra i 65 anni, persone con malattie croniche (cardiache e respiratorie), bambini asmatici e persone con difese immunitarie compromesse.

Tenendo quindi conto che l'influenza per natura è una malattia che si risolve in pochi giorni, il vantaggio è decisamente modesto, a fronte di effetti indesiderati da non sottovalutare (nausea, vomito, insonnia, allucinazioni, irritabilità nei bambini) e del costo elevato per il paziente.

Un'ulteriore preoccupazione è l'emergere di resistenza dei virus a questi farmaci, fenomeno noto da tempo e che si sta diffondendo rapidamente: un uso improprio o eccessivo non fa che favorirla.

12. Che informazioni abbiamo attualmente sul vaccino?
Secondo il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali il vaccino contro il nuovo virus influenzale sarà disponibile dalla seconda metà di novembre 2009 ai primi mesi del 2010.

È difficile dire se il vaccino sarà utile o no, dipende da molti fattori. Prima di tutto dalla disponibilità di questo ultimo prima che compaia il picco di infezione, che attualmente è previsto in Italia per la seconda metà di dicembre. Ancora prima, dipenderà dall'efficacia che il vaccino dimostrerà negli studi clinici necessari alla sua approvazione. Su questo argomento, così come sulla sicurezza del vaccino, nulla può essere anticipato, poiché gli studi clinici sono attualmente in corso. L'unica informazione che abbiamo è che la metodica di preparazione del nuovo vaccino ricalcherà quella del vaccino influenzale stagionale che ogni anno arriva nelle farmacie.

Nel momento in cui scriviamo (4 settembre) è stata annunciata la messa a punto del primo vaccino in Cina, vaccino di cui non si sa nulla per il momento, se non il nome.

Per quanto riguarda chi dovrà essere vaccinato, la decisione viene presa in base alle caratteristiche epidemiologiche dell'infezione (diffusione, gravità, fasce di popolazione colpite) ed all'esigenza di mantenere attivi i servizi pubblici, in particolare quelli sanitari.

Per ora comunque ci vuole molta cautela su questo argomento. Va però ricordato che il vaccino è comunque un grande business per le aziende farmaceutiche che lo produrranno. L'affare è enorme e bisognerà davvero vigilare perché gli interessi industriali non prevalgano su quelli della gente.

sabato 18 luglio 2009

da Cittadinanzattiva

La GUARDIA MEDICA
In questi giorni di ferie potrebbe capitarti di aver bisogno del tuo medico di base e trovare lo studio chiuso….Sappi che in questi casi è a tua disposizione la guardia medica, il servizio che le aziende sanitarie forniscono ai cittadini per garantire un’assistenza sanitaria continuativa rispetto agli orari “scoperti” dal medico di famiglia, anche nelle ore notturne.
È un servizio totalmente gratuito che puoi contattare telefonicamente o recandoti presso la sede stessa.

Puoi richiedere l’ intervento:
  • dalle 20 alle 8 nei giorni feriali;
  • dalle 10 del giorno prefestivo alle 8 del giorno successivo al festivo.

Se non sai come contattare la guardia medica, puoi trovare tutti i riferimenti presso:
  • l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (U.R.P.) dell’Azienda sanitaria locale di appartenenza;
  • l’ambulatorio del tuo medico di famiglia (dovrebbe essere affisso nell’ambulatorio);
  • in farmacia;
  • il 118 (in caso di estrema necessità).


La guardia medica si occupa principalmente di:

  • prestare cure di primo soccorso;
  • prescrivere farmaci per un ciclo di terapia di durata non superiore a 48-72 ore;
  • proporre ricoveri;
  • rilasciare certificazioni di malattia per il lavoratore, per un massimo di tre giorni;
  • tenersi in collegamento con le centrali operative del 118, il cui intervento può essere attivato se ritenuto necessario.

Le richieste di intervento telefoniche sono registrate e messe agli atti, riportando solo alcune informazioni:

  • i dati anagrafici e le generalità di chi ha richiesto l’intervento oppure, se chi chiama non è il diretto interessato, grado di parentela del richiedente;
  • l’orario della chiamata;
  • la sintomatologia segnalata;
  • l’orario e la tipologia dell’intervento, qualora avesse luogo;
  • i motivi dell’eventuale rifiuto di intervenire.

Per tutelarsi

E’ necessario fare attenzione al fatto che molto spesso negli elenchi telefonici alla dizione “Guardia medica” corrispondono servizi sanitari privati. E’ opportuno quindi accertarsi che si tratti proprio del Servizio di continuità assistenziale della Asl

LA GUARDIA MEDICA TURISTICA

Se sei in vacanza e, quindi, lontano dal tuo medico di famiglia, sappi che nei luoghi di villeggiatura che presentano un notevole afflusso turistico è possibile che la ASL organizzi un servizio di assistenza sanitaria rivolta ai non residenti, comunemente detta guardia medica turistica.
Le tariffe fanno riferimento a quelle di un normale consulto presso un medico diverso dal proprio: 15 euro per la visita ambulatoriale, 25 Euro per quella domiciliare.
E per evitare accessi impropri e pagare ticket inutili? Basta una telefonata!
Puoi sapere se nella città in cui villeggerai è stata istituita una postazione di guardia medica turistica, o conoscere le modalità con cui verrà erogata l’ assistenza sanitaria di base ai cittadini non residenti, contattando gli Uffici ASL di Relazione con il Pubblico della città in cui stai trascorrendo o trascorrerai le vacanze.

ATTENZIONE!
Spesso i cittadini lontani dal proprio medico di base sono soliti utilizzare il pronto soccorso! Quando si ha un piccolo malore è più appropriato far riferimento alla guardia medica turistica (fino alle 20.00, o alla guardia medica dopo le 20) e non rivolgersi direttamente al pronto soccorso!
Ricorda infatti che il pronto intervento non è un servizio di assistenza sanitaria di base. Se ci si reca al pronto soccorso per un accesso “improprio” (il cosiddetto “codice bianco) bisognerà pagare il ticket sulla prestazione specialistica svolta.

Il PRONTO SOCCORSO

La modalità di accesso al Pronto soccorso avviene tramite codici di accesso (detti “Triage”), che stabiliscono l’urgenza o la differibilità di una prestazione. I codici sono divisi in:

  • Rosso: paziente molto critico con accesso immediato alle cure
  • Giallo: paziente mediamente critico, con accesso rapido alle cure
  • Verde: paziente poco critico, con accesso di bassa priorità
  • Bianco: paziente non critico, non urgente, con condizioni cliniche per le quali sono previsti percorsi extraospedalieri.

Tutti i casi che rientrano nei codici rossi, giallo e verde vengono seguiti senza onere alcuno a carico del cittadino; per i casi considerati codice Bianco, è ormai obbligatorio versare una quota fissa di 25 Euro. Sono esclusi gli esenti e i ragazzi fino a 14 anni.

TUTELATI!

Come tutelarsi per evitare di essere accolti da inutili sorprese al rientro delle vacanze (per esempio la bolletta di pagamento per la prestazione di pronto soccorso)?
Una volta svolto il triage, chiedi il codice attribuito e le modalità con cui, dopo il triage, verrà gestito il caso. Se il codice assegnatoti è bianco, hai la possibilità di svolgere la visita specialistica o effettuare esami diagnostici più complessi,ma ti verrà richiesto il pagamento del ticket. Puoi anche decidere di tornare a casa, recarti dal tuo medico di famiglia che ti prescriverà visite o esami necessari per approfondire la diagnosi o per la cura della patologia in atto.

mercoledì 1 aprile 2009

Il Cacio e il Pepe

(a modo mio)

VideoClip (Fancazzista) sulla preparazione dei tonnarelli "Cacio e pepe"





venerdì 27 febbraio 2009

Roma 12

Ex velodromo olimpico: precisazioni

A seguito delle numerose segnalazioni da parte dei cittadini sulla presenza di materiale contenente amianto nell'area dell'ex Velodromo Olimpico, la Asl Roma C, su richiesta del Presidente del Municipio Roma XII Pasquale Calzetta, ha inviato una relazione con una nota del 13 febbraio 2008.

lunedì 22 settembre 2008

Artrite, operazioni al ginocchio spesso inutili

da Corriere.it

STUDIO PUBBLICATO SUL NEW ENGLAND JOURNAL OF MEDICINE

Nella maggior parte dei casi non portano ai pazienti alcun beneficio aggiuntivo rispetto medicinali e fisioterapia.
WASHINGTON - Le operazioni alle ginocchia, molto diffuse negli Stati Uniti su chi soffre di osteoartrite, sono nella maggior parte dei casi inutili e non portano ai pazienti alcun beneficio aggiuntivo rispetto all'uso di medicinali unito al ricorso a fisioterapia. Ad affermarlo è uno studio pubblicato sul 'New England journal of medicinè che prende di mira le artroscopie, gli interventi fatti alle ginocchia con microsonde inserite per aggiustare la superfice delle cartilagini interne danneggiate nel tempo appunto dall'osteoartrite. Negli Usa vengono svolti più di 1 milione di interventi di questo tipo all'anno per un costo medio di 7.000 dollari l'uno. Ma l'indagine appena pubblicata, svolta all'università dell'Ontario in Canada su circa 200 pazienti colpiti da osteoartrite moderata e severa, ha dimostrato l'inutilità delle operazioni.

LO STUDIO - I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno sottoposto a fisioterapia, all'uso di farmaci antinfiammatori e ad iniezioni di medicine lubrificanti alle ginocchia; l'altro alle stesse terapie del precedente ha aggiunto l'intervento di artroscopia. A due anni dall'operazione e dall'avvio delle cure lo stato di salute nei due gruppi si è rivelato identico: i volontari hanno evidenziato lo stesso livello di qualità della vita, le stesse capacità di movimento delle ginocchia e lo stesso livello di dolori, senza alcun beneficio aggiuntivo per chi aveva subito l'intervento.


mercoledì 20 agosto 2008

Come si tolgono i tatuaggi?

da Corriere.it
di Antonella Sparvoli
Come orientarsi fra i diversi metodi: pro e contro di laser e dermoabrasione
Il tatuaggio va ancora di moda, ma - sottolinea uno studio pubblicato sulla rivista Archives of Dermatology - un tatuato su 5 mostra segni di pentimento e il 6%, soprattutto donne, desidera eliminarlo.
Come si tolgono i tatuaggi?
«La metodica più nuova è il laser che dà risultati migliori rispetto alle altre tecniche, per esempio, la dermoabrasione, e con minori effetti collaterali» spiega Antonino Di Pietro, presidente della Società italiana dermatologia plastica, estetica e oncologica. «Il laser fraziona i granuli di pigmento in particelle piccolissime che vengono riassorbite dall’organismo. La facilità di elimin azione dipende dalla quantità di pigmento utilizzata, dalla profondità nella pelle e dal colore. Questo approccio funziona molto bene se il tatuaggio è superficiale e ha pigmenti scuri (blu, nero), meno bene se è profondo e contiene pigmenti chiari (giallo, rosso, azzurro). Per la rimozione ci vogliono da 2 a 8 sedute a distanza di un mese l’una dall’altra.
Si possono avere effetti negativi?
Quando i tatuaggi sono in profondità bisogna utilizzare laser a potenza maggiore con il rischio che si formino cicatrici. In persone predisposte si possono formare anche i cosiddetti cheloidi, “salsicciotti” di tessuto cicatriziale. In alcuni casi c’è il rischio di una ipopigmentazione nell’area del tatuaggio perché con i pigmenti vengono danneggiati i melanociti, le cellule contenti melanina (la sostanza che colora la pelle).
Qualche consiglio?
E’ d’ estate che si prende la decisione di togliere un tatuaggio, ma il periodo migliore per rimuoverlo va da ottobre ad aprile: per effettuare il trattamento laser la pelle non deve essere abbronzata.

mercoledì 1 agosto 2007

Piccolo suggerimento per le vacanze

In caso di qualsiasi forma d’incidente, gli operatori preposti hanno segnalato che le persone coinvolte hanno quasi sempre con loro un cellulare. Tuttavia, in occasione di interventi in cui il coinvolto non sia in grado di dare informazioni, non si sa chi contattare tra la lista interminabile dei numeri della rubrica. E’ nata pertanto, a livello internazionale, un’idea semplice ma estremamente utile, ossia di inserire nella lista dei contatti del cellulare la persona da contattare in caso d'urgenza sotto uno pseudonimo predefinito. Lo pseudonimo internazionale riconosciuto è ICE (In Case of Emergency). E' sotto questo nome che bisognerebbe segnare il numero della persona da contattare, utilizzabile dai primi soccorritori. In caso vi fossero più persone da contattare si può utilizzare ICE1, ICE2, ICE3, ecc.
Facile da fare, non costa niente e può essere molto utile. La divulgazione di questa semplice procedura permetterebbe di renderla popolare anche qui in Italia, come lo è già in molti altri Paesi del mondo.

Tai Chi

Il Tai Chi Chuan é ritenuto una ginnastica dolce e viene utilizzato per migliorare la propria condizione fisica; c'é chi lo ritiene più un metodo di rilassamento, tanto da definirlo meditazione in movimento, infine, c'é chi lo vede come una vera e propria arte marziale visto che derivanasce infatti dal Kung Fu. Attraverso i suoi movimenti lenti, dolci e consapevoli, uniti a tecniche di respirazione, permette di raggiungere l'armonia ed il giusto equilibrio tra corpo e mente.

I benefici del Tai Chi Chuan


Il Tai Chi Chuan può essere praticato a tutte le età e per tutta la vita. Attraverso la pratica di questa disciplina si raggiunge il rilassamento mentale e si favorisce la concentrazione. Altri benefici consistono nell’eliminazione dello stress, miglioramento della mobilità articolare (i tendini si allungano e si distendono), aumento della profondità della respirazione con una conseguente ossigenazione del corpo in maniera ottimale, prevenzione di molte malattie aumentando la resistenza e la forza del corpo, prevenzione dell’osteoporosi, aiuto ad alleviare i dolori causati da problemi alla schiena e alle spalle. Inoltre è un forte aiuto psicologico per individui fortemente introversi producendo una graduale apertura ed estroversione verso il mondo circostante e gli altri. Per la medicina cinese, le malattie si sviluppano a causa di blocchi nei tragitti di circolazione dei meridiani. Come l’agopuntura, il Tai Chi Chuan, con i suoi movimenti morbidi e armoniosi, contribuisce a rendere più flessibili le articolazioni, eliminando blocchi cronici e a rendendo più scorrevole libero il flusso energetico. Insieme ad una dieta, ai massaggi e all’agopuntura, il Tai Chi Chuan integra l’insieme di tecniche offerte oggi dalla medicina cinese per salvaguardare il benessere psicofisico. Negli ultimi tempi la cultura orientale ha cercato di migliorare i risultati ottenuti combinando queste antiche tradizioni con la medicina classica occidentale; allo stesso tempo, in Occidente, i centri olistici e di benessere e salute hanno incorporato tecniche della medicina cinese tradizionale, tra cui il Tai Chi Chuan, per offrire alle persone soluzioni efficaci nella guarigione o nel miglioramento delle patologie. In parole semplici, il Tai Chi Chuan è costituito da una ginnastica profonda, sana e terapeutica che conserva la salute e favorisce notevolmente l’assetto psicofisico di ognuno. Per ottenere questi benefici, tuttavia, bisogna applicare bene quello che insegnano i maestri: "avere disciplina, perseveranza e pazienza", cioè praticare questa disciplina con costanza e per lungo tempo.



Gli effetti benefici delle tecniche del Tai Chi Chuan sui diversi sistemi e parti del corpo possono essere schematizzati in questo modo:


Sistema-nervoso: "Concentrare al massimo l’attenzione per un conseguente benessere del sistema nervoso". È noto che il sistema nervoso dirige e controlla i vari organi del corpo. Per mezzo di reazioni condizionate e spontanee, l’uomo si adatta a qualsiasi situazione, nonché al cambio di ambiente. Per praticare la tecnica del Tai Chi Chuan è necessario aumentare la capacità di concentrazione e non utilizzare la forza fisica per ottenere un buon allenamento, e perciò un buon funzionamento delle cellule del sistema nervoso. Il lavoro rilassato e il risveglio dell’attenzione del sistema nervoso fa si che il cervello abbia una buona influenza e un ottimo controllo sul resto dell’organismo.Per questo motivo, con il Tai Chi Chuan si avrà una sensazione di pienezza interiore e di benessere in tutto il corpo che produrrà, insieme alla non sottovalutabile attività fisica, un miglioramento della circolazione sanguigna e una maggior facilità nell’impostare una corretta respirazione.



Sistema-cardiovascolare: "L’aria come sinonimo di benessere". La pratica del Tai Chi Chuan dimostra che l’introduzione e l’espulsione di una maggior quantità di aria, e quindi di ossigeno, in ogni ciclo respiratorio favorisce il cambio di pressione all’interno del torace; in tal modo la circolazione coronaria è più libera ed efficace; risulta aumentata la capacità e l’elasticità dei capillari e si rinforza il processo di ossigenazione e riduzione di anidride carbonica nel corpo. Così migliora la nutrizione e il funzionamento del muscolo cardiaco prevenendo l’arteriosclerosi e le diverse malattie cardiache e cardiovascolari.



La pratica del Tai Chi Chuan

Il Tai Chi Chuan è un esercizio di autorilassamento i cui lenti movimenti sono coordinati rispetto alla respirazione e diretti da una mente libera, con doppio vantaggio sia per la salute fisica che spirituale. Questi esercizi aiutano a rischiarare la mente e rafforzare il cervello. Il Tai Chi Chuan si pone come obiettivo quello di fare entrare il praticante a conoscenza della propria energia. La pratica durante le lezioni è “silenziosa”, non occorre parlare ma “fare”: tutto passa infatti attraverso ciò che si fa e si sente. È importante che il Maestro metta in condizione l’allievo di sperimentare da solo il proprio lavoro, saranno le diverse esperienze a far crescere l’arte marziale. La mancanza di aspettative aiuta ad ottenere i risultati; abbandonarsi alla pratica e prendersi la responsabilità del proprio essere con desiderio di cambiare e mettersi alla prova. Il Tai Chi Chuan viene spesso associato ad una serie di benefici sui disturbi fisici spesso causati dall’inadeguatezza della nostra società ma è necessario sfatare l’ottica mistica di una pratica che resta un’arte marziale.

martedì 24 luglio 2007

Più acqua meno bollicine

da L'Espresso del 12/07/07
La perdita dei chili di troppo inizia dalla scelta della bevanda giusta, e cioè dall'acqua. Sostituendo due bibite gassate e zuccherare al giorno con altrettanti bicchieri di acqua! Infatti, se si rinuncia ad assumere 200 calorie si possono perdere fino a 2,5 chilogrammi in più all'anno rispetto a chi decide di seguire una dieta ma continua ad accompagnare i propri pasti con una bevanda dolce. È quanto è successo a 240 donne in sovrappeso, di età compresi tra i 25 e i 50 anni, cui è stato chiesto, nella fase preliminare di un regime dietetico organizzato su più livelli di restrizioni, di rinunciare a due bibite zuccherate al giorno. Secondo quanto riferito dai dietologi americani che hanno presentato i dati al meeting annuale dell’Obesity Society, questo semplice provvedimento ha permesso loro di dimagrire di più, e il calo ponderale è stato ancora più vistoso in tutte le donne che hanno fatto lo sforzo di bere quattro bicchieri di acqua in più al giorno, perdendo un ulteriore chilo.

martedì 5 giugno 2007

ATTENZIONE!!!


Cari amici e soci del TSC,
oltre a cogliere l'ennesima occasione per ringraziare tutti voi per la collaborazione data alla mia Associazione, vorrei ricordare a tutti coloro che hanno partecipato alla diffusione dei biglietti della lotteria "Una Serata per la Vita" del 21 Luglio 2007, che le matrici e gli incassi dovranno essere consegnati tassativamente entro e non oltre domenica 24 Giugno p.v. ,causa comunicazione ai Monopoli di Stato.
Per contatto telefonico 338-7733564 o 337-774790
Grazie a tutti voi
Luciano TRIPODI

sabato 26 maggio 2007

ROMA XII

Riqualificazione del salotto buono dell’EUR.

Giorni addietro è stato inaugurato alla presenza dell’amministratore delegato d’EUR spa, Mauro Miccio, dell’assessore allo sport della provincia, Adriano Panata, della presidente del Municipio 12, Patrizia Prestipino, il ponte Hashi, che finalmente consente di percorrere completamente i 2270 metri del giro intorno al laghetto, senza dover salire sul ponte della Colombo.Il ponte che si trova di fronte all’emozionante giardino delle cascate, è un manufatto in vetro e acciaio, lungo 16 metri e dal costo di 250 mila euro che s’integra molto bene con l’ambiente che lo circonda.
EUR spa che è proprietaria dell’area, ha annunciato che all’interno del parco sarà offerto gratuitamente il Wi-Fi per navigare in internet e Free walk.
Free walk è un sistema che consentirà a chi fa jogging intorno al lago di misurare la distanza percorsa, il tempo e le calorie consumate. Basterà ritirare al punto caffè del parco, un badge da portare mentre si fa attività dove sono inseriti i propri dati fisici, i rilevamenti saranno effettuati attraverso cinque colonnine disseminate lungo il percorso e alla fine dell’allenamento il computer centrale vi dirà qual è il vostro grado di preparazione atletica. Free walk inoltre monitorizza il grado del monossido di carbonio e dell’inquinamento acustico: una luce verde collocata all’estremità delle colonnine ci dirà che siamo nei parametri non dannosi per la salute.
I mali intenzionati è bene cha sappiano che tutto il parco è video sorvegliato e disseminato di colonnine di S.O.S.
Una nota a margine della mia passeggiata fatta intorno al lago, tra benessere, salute e tecnologia alzando la vista sotto i due ponti della Colombo: degrado ed emarginazione sono un pugno allo stomaco.

venerdì 25 maggio 2007

SALUTE

In palestra con il dottor Pilates
di Antonia Matarrese.
dall'ESPRESSO del 26 aprile 2007
Pilates, tutti ne parlano. Mille palestre lo propongono. Ma come si fa a capire quando serve sul serio e chi lo pratica senza fare più danni che benefici: perché il Pilates è una fisioterapia raffinata e, se usato a sproposito, è inutile quando non dannoso. Di fatto è un programma di fitness concepito per allungare e rinforzare i muscoli attraverso l'arte del controllo. Come? Lo abbiamo chiesto a Sabina Formichella, direttrice del Centro True Pilates di Roma e docente del Corso di Scienze Morfofunzionali all'Università La Sapienza. Come si esegue un esercizio di Pilates? "Il controllo avviene attraverso la parte del corpo definita powerhouse, tutta quella serie di muscoli connessi al tronco come l'addome, i glutei, l'interno delle cosce e la zona lombare. Il corretto allineamento della colonna vertebrale durante gli esercizi e la focalizzazione dell'attenzione sulla powerhouse, fanno sì che ogni altra parte del corpo la accompagni in maniera fluida. Lavorando in allineamento fra dorso e powerhouse, la colonna si rinforza ed è sempre protetta, con conseguente miglioramento posturale". Con quali benefici? "Il metodo Pilates, se praticato con regolarità, aiuta ad armonizzare il tono muscolare di tutto il corpo, fortificando i muscoli più deboli e rilassando quelli più contratti. L'obiettivo è raggiungere una postura migliore. Inoltre, rafforzare gli addominali e la cintura lombare è un buon modo per prevenire gli infortuni". Quali patologie possono essere curate con il Pilates? "Innazitutto quelle relative all'apparato osteoarticolare, tipo lombalgie posturali o da ernia del disco, sciatalgie e atteggiamenti iperlordotici, per la parte bassa della schiena. Se parliamo di problemi nella parte alta, gli effetti benefici si riscontrano sulla correzione posturale del dorso curvo e delle spalle chiuse e sulle cervicalgie muscolo-tensive. Inoltre, sono stati ottenuti risultati eccellenti sulla correzione del piede piatto e delle ginocchia valghe, da cavallerizzo. Sono state anche sperimentate applicazioni per aiutare malati affetti da patologie del sistema neuro-muscolare come il morbo di Parkinson e la sclerosi multipla, ma solo nella loro fase iniziale".