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giovedì 28 giugno 2012

Tutti al mare... 2

(Le Cartoline Originali appartengono all’autore degli articoli).
Emiliani a Roma…
In questi giorni si parla molto delle “gente” emiliana, della sua operosità, della loro voglia di ricominciare, nonostante i gravissimi danni materiali e morali subiti per i recenti terremoti… e noi di Roma abbiamo da raccontare una bellissima storia su questa “gente”… non so se tutti sanno che Ostia Marina o Mare o meglio il nome ufficiale è “Lido di Roma” (con delibera del maggio del 1933) non fu fondata dai romani o dagli abitanti di Ostia antica, ma da un gruppo di Ravennati che bonificarono la zona a fine ottocento, fu per il loro vero eroismo, riuscirono a prosciugare la zona, molti di loro morirono di malaria… sono stati scritti diversi libri; qui mi limito a riportare alcuni brani della testimonianza di Federico Bazzini, un piccolo libretto dovrebbe essere del 1908, che aveva avuto l’incarico di preparare la logistica dei braccianti.
Prima però si allega questa cartolina pubblicitaria del Chalet-Ristorante dello stesso Bazzini che decanta le comodità, la vendita di acque minerali in ghiaccio, la rimessa per automobili, vetture e cavalli e posto telefonico (Era il primo di quella zona, fu installato l’11/06/1905 dalla Società Generale Italiana dei Telefoni), sul retro una poesia del giugno 1910 “Via ostia a Mare” (A la Bicicletta)
 
Vola - sotto l'alterno impulso - via !
oro vivo di messi è nella piana
e ornelli verdi t'ombrano la scia
sulla bianchezza della via sì piana.
Docile amica, affretta: fa giulìa
l'anima il salso odor che l'etra emana
e i pini bimbi che la Nuova Via
profumeranno in una età lontana.
Lucida amica, affretta:…
 
Da “ L’Origine della Colonia Ravennate in Ostia” anno 1908 circa
“…Il Bazzini è un uomo sulla cinquantina, vero tipo di romagnolo, alla cui iniziativa e alla cui fede entusiasta molto devono Ostia e i suoi conterranei, e che è popolare anche a Roma dove sono molti che hanno visitato il suo Restaurant di Ostia e l’elegante chalet, il primo del genere, costruito l'anno scorso sulla spiaggia del Tirreno allo sbocco del Viale da Ostia al Arare. Il Bazzini ha gentilmente acconsentito a fornirci ricordi ed impressioni dell'Ostia di 24 anni fa, e noi le riproduciamo testualmente.
— Io arrivai in Ostia — ha detto il Bazzini — un mese prima dell'arrivo delle squadre dei braccianti ravennati; e giunsi dalla Romagna con un mezzo abbastanza primitivo di locomozione: con un asinello. Feci il mio ingresso trionfale in Roma per Porta del Popolo, una domenica del settembre 1884 , verso le cinque del pomeriggio, giusto nell'ora del passeggio delle carrozze al Corso… 
Quando mi misi in viaggio per Ostia, appena fuori dì Porta San Paolo mi si offrì uno spettacolo di desolazione.
In quel tempo la zona malarica arrivava fin dentro Roma, come ad esempio noi pressi della stazione. E precisamente dalla parte di S. Paolo più verso Ostia le condizioni del suolo, basso e acquitrinoso, erano assai gravi, diffondevano tutt' intorno una grande tristezza… La strada da Roma ad Ostia era in pessime condizioni: in alcuni punti quasi impraticabile. Tuttavia, alla meglio arrivai in vista di quella che era l'Ostia di quei giorni, un ammasso di case dirute, tra pozzanghere e stagni. Un'angoscia tremenda mi prese, in sulle prime, ripensando al lungo e faticoso viaggio compiuto per arrivare in una landa così squallida e inospitale, dove non trovai che tre abitanti: un guardacasale, un pescatore, e un postino, che una volta alla settimana andava a prendere la corrispondenza a Fiumicino… I miei compagni partirono il 4 novembre da Ravenna con treno speciale — erano in 600 — salutati alla stazione da tutta la cittadinanza addolorata e plaudente. Indossavano tutti una speciale blouse di lavoro con le lettere A.O.B. nel bavero, …È impossibile descrivere l’impressione che costoro provarono quando giunsero in Ostia. Le canzoni si spensero sul loro labbro, e una tristezza di morte li invase, che proruppe poi in aperte proteste quando giunsero i dirigenti della Cooperativa. La strada di Roma era invasa da acque melmose e nelle anguste e luride vie regnavano lo squallore e la desolazione. Un custode, al loro arrivo, si affrettò a dir loro: — Qui non vive neppure il diavolo: Un piccolo gruppo di malarici febbricitanti diede loro quest'altra novella: —Questo è il luogo della morte: Ce n'era abbastanza per gettare nelle file nuovi arrivati il più cupo scoraggiamento. In sulle prime si rifiutarono persino il prender cibo, nonostante che io avessi tatto macellare, per l'occasione, parecchie pecore. Ma, vinto il primo sbigottimento, e prevalso un vivo movimento di amor proprio e di orgoglio negli animi depressi, essi rimasero, e ai posero con ardore e con lena al lavoro di bonifica e di redenzione del suolo, alla lotta micidiale contro la malattia. E la lotta fu micidiale davvero poiché a centinaia lasciarono i nostri la vita so questi campi… La forza che ha fatto trionfare di tante difficoltà è stata non solo la tenacia, ma la solidarietà magnifica della nostra Cooperativa, la quale nella buona come nell’avversa fortuna ha assistito sempre gli operai, con infermerie, con anticipazioni e aiuti ai soci, sostenendo in caso di morte le famiglie coi fondi sociali ed occupando i superstiti in diversi lavori : tra l'altro, le vedove diventavano donne di servizio delle squadre e venivano pagate con lire 30 mensili più il vitto: i figli, appena raggiunta l'età necessaria, erano impiegati nei lavori e così via.
Il lavoro e i sacrifici di più di venti anni hanno cosi trasformato Ostia…”
 
…tutti a prendere la tintarella...

La storia meriterebbe più spazio, si tenga conto che già erano stati effettuati altri tentativi di bonifica, anche nel periodo papale… si Ostia è iniziata con tre abitanti……non ultima difficoltà fu che erano considerati sovversivi “barbari” all’inizio furono trattati con diffidenza.
Eolo45

sabato 2 giugno 2012

Tutti al mare…


(Le Cartoline Originali appartengono all’autore degli articoli).
C’erano una volta le “colonie estive”
Forse non tutti sanno che in Italia iniziarono nel 1822, le prime furono allestite a Viareggio su iniziativa dell’Ospedale di Lucca, per curare i bambini dalla scrofolosi, si diffusero in Toscana e in Emilia Romagna. Queste presero grande importanza nel periodo del fascismo, erano un modo di aiutare le famiglie più bisognose e anche per dare una “formazione” politica, sociale, religiosa e morale ai ragazzi; anche nel dopoguerra abbiamo moltissimi enti, specialmente pubblici che organizzarono le colonie estive.
Adesso abbiamo pochissimi esempi e sono chiamati “soggiorni estivi”.
Qui è proposta parte di un’interessante serie di cartoline della colonia “Balilla” di Ostia, degli anni trenta.
 
Eolo45
 

mercoledì 11 gennaio 2012

Cartoline d’Epoca…

(Le Cartoline Originali appartengono all’autore degli articoli).
Il premier Mario Monti durante il discorso sulla fiducia in Senato si è appellato agli italiani affinché acquistino Bot e Btp.
NON C’E’ NIENTE DI NUOVO SOTTO IL SOLE!!! 
Circa novanta anni fa, quando non esisteva ancora la televisione, circolavano queste cartoline:
Eolo45

giovedì 24 dicembre 2009

Il Presepio di Natale del 2009

Il manufatto di questo presepio si trova presso la parrocchia di Santa Francesca Romana in via Franzoi al quartiere Ardeatino. L'opera è di Mileolo già autore della rubrica "Roma attraverso le Cartoline d'epoca...".


 Il Natale, celebrazione della nascita di Gesù il Salvatore, c’invita ad accoglierlo Oggi nei nostri cuori. Non una bella storia del passato, ma il centro della Storia dell’Umanità.
Quest’anno abbiamo vissuto, nella Chiesa Universale, l’Anno Paolino in occasione del Bimillenario della nascita di San Paolo Apostolo e si aperto l’anno Sacerdotale, con all’approfondimento della figura del S. Curato d’Ars, S.Giovanni Maria Vianney, nato a Dardilly in Francia l'8 maggio 1786 e proclamato “patrono di tutti i parroci del mondo”, nel 1929 da Pio XI.
Pertanto l’ambientazione del presepio trae spunto da questi due avvenimenti.
• S.Paolo:
• Lo sfondo è la riproduzione della parte interna della Porta S.Paolo, antica porta Ostiense , che si doveva attraversare, provenendo dalla città, per visitare i luoghi dove l’Apostolo fu martirizzato (le Tre Fontane) e dopo fu sepolto (Basilica di S. Paolo).
• La ricostruzione s’ispira ad alcune cartoline d’epoca (dei primi anni del‘900), dove il fornice di sinistra era chiuso poiché adibito ad abitazione. È lo stesso soggetto che era stato ripreso nelle famose pitture di “Roma Sparita” di Ettore Roesler Franz (1845-1907) e da altri Incisori.




• Infine la Tenda, poiché l’Apostolo delle genti viveva del proprio lavoro costruendo Tende; questo fatto si sposa bene con le parole del Vangelo di S. Giovanni. Cap 1,14. parlando della Nascita di Gesù, il Verbo si è fatto Carne, ". La traduzione letterale sarebbe "piantò la sua tenda in mezzo a noi", oppure "si fece tenda per noi", e si coniuga con tutto il significato che la tenda assume in tutta la Bibbia, la piena presenza di DIO sulla terra (Mosè, ecc.). Gesù istituisce la nuova alleanza ecc.
• Curato d’Ars:
• Sullo sfondo, superato il fornice di destra, si può vedere la ricostruzione della Casa Natale del Santo.

Mileolo