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domenica 1 luglio 2007

Venti anni fa

la Repubblica - Martedì, 7 luglio 1987
LA GIOIA DI CASH
L' australiano, 22 anni ha vinto per la prima volta il torneo di Wimbledon battendo il cecoslovacco Lendl 7-6, 6-2, 7-5. E' la sua prima grande affermazione in una prova del Grande Slam. In precedenza i suoi migliori piazzamenti sono stati la finale nell' Australian Open nel gennaio scorso, e le semifinali di Wimbledon e nell' Open Usa, nell' 84.

mercoledì 6 giugno 2007

Venti anni fa

da Repubblica di giovedì, 28 maggio 1987
di LICIA GRANELLO

Bayern incredibilmente rimontato e battuto: ai portoghesi la Coppa Campioni
JUARY, IL MIRACOLO DEL PORTO
VIENNA - Una vittoria piena, meritata, inattesa e bellissima. I piccoli grandi uomini del Porto hanno conquistato la prima Coppa dei Campioni della loro storia, affossando i giganti rossi del Bayern, in una partita giocata con grande cuore. La formazione del Bayern è quella annunciata, invece il Porto all' ultimo momento deve rinunciare a Pacheco. Al suo posto gioca Sousa, bravissimo nella finale di tre anni fa con la Juventus. Smentendo i timori di Lattek, i portoghesi cominciano al rallentatore: lunghi passaggi in orizzontale, difea a zona, con un occhio di riguardo per Hoeness. Il massiccio Eder entra subito duro su Sousa, Ponnet lo riprende a voce. Ma i tocchi più decisi sono per Futre, ventunenne dal futuro ridente: contro le sue invenzioni i lunghi tedeschi sono spesso in difficoltà. Fra i rossi il più bravo è Kogl, anche lui nato nel ' 66, uomo agile e tecnico che i difensori portoghesi non seguono più di tanto. Al 19 Andre tira di poco a lato su bel passaggio di Quim. I tedeschi passano al 24' sfruttando una clamorosa ingenuità degli avversari. Rimessa in attacco di Pflugler, la palla s' impenna sulla testa di Magalhaes diventando assist perfetto per Kogl, che incorna a rete da pochi passi. Passa appena un minuto e lo scatenato numero 11 serve ad Hoeness la palla del raddoppio, ma il centravanti viene anticipato di un soffio. I tedeschi ora pressano, il Porto sembra una costruzione fragilissima: Mlynarczyk esce più volte fuori tempo, Inacio non riesce a fermare le galiarde incursioni del bravo Brehme sulla fascia destra. In conclusione di tempo Kogl tira forte angolato dalla destra: fuori di poco. A inizio ripresa Jorge manda in campo Juary al posto di Quim: due punte fisse e nuovo coraggio per giocarsi la coppa alla pari. Al 52 Madjer alza di un soffio una bella palla di Sousa. Al 63' Futre si scopre ancora una volta grandissimo, ma la sua conclusione dopo tre dribbling strepitosi, è fuori. Qualche minuto dopo Pfaff esce a valanga su Juary. Al 77' è pareggio. Doppio scambio fra Juary e Madjer. L' algerino insacca di tacco sulla respinta di Pfaff. I tedeschi non credono a tanto affronto e incassano quasi immobili il secondo gol dopo due minuti: ancora cross di Madjer e tocco perfetto di Juary.


venerdì 18 maggio 2007

Venti anni fa.



la Repubblica - Martedì, 19 maggio 1987
di EMANUELA AUDISIO


A Roma vince Wilander
L' IMPERO DEL TENNIS COLPISCE ANCORA


ROMA - "Verranno. Verranno tutti. Anche i più riottosi e non per i soldi. D' altronde sono già ricchi, a palate. A Seul verranno per la gloria. Wimbledon c' è ogni anno, si può perderlo, dodici mesi dopo si può ritrovarlo. Le Olimpiadi invece sono uniche e sono ogni quattro anni. Vincerle significa entrare nella storia, non soltanto dello sport". Philippe Chatrier, presidente della federazione internazionale di tennis, è soddisfatto. Ed è anche litigioso: "Ho letto delle dichiarazioni orribili di Martina Navratilova e Mats Wilander a proposito del tennis alle Olimpiadi. La prima ha detto che non vuole dormire con altre donne, beh, lasciamo perdere le facili battute, ma mi sembra che in fondo non sia proprio quello il suo problema; il secondo, che ho appena premiato, ha tirato fuori altre scuse inverosimili. Ma dove vive questa gente e a quale stupida propaganda da ascolto? Io vi dico che finiranno per venire a Seul, per dormire in albergo e per essere contenti". Se i Giochi di Seul finiranno di rilanciare l' attivismo di Chatrier, Roma ha rilanciato il tennis in Italia. Lo dicono le cifre finalmente a livelli di eccellenza (centomila spettatori per un incasso di un miliardo e 258 milioni), ma soprattutto la voglia del pubblico di vedere all' opera grandi e nuovi giocatori. Nonostante la tv non c' è ancora overdose di uno sport che ha visto crescere gli affiliati e diminuire i campioni. Anche se la fuoriuscita dei giocatori italiani nei quarti (Mezzadri, ma soprattutto Canè) dimostra, ancora una volta, l' intrinseca debolezza di chi ha in se stesso e non nell' avversario il suo principale nemico. Se Wilander non ha fatto che riconfermare la sua predisposizione verso viaggi tennistici pieni di calma e di dèjà vu, McEnroe ha sottolineato come la sua vita sia ormai più fuori dal tennis che dentro il tennis. Con tutte le complicazioni e le disavventure del caso. In partenza per Dusseldorf dove giocherà la Coppa delle Nazioni, l' americano non ha potuto imbarcarsi a Fiumicino non avendo con sè il passaporto del figlio Kevin (lo aveva Tatum O' Neal che era però a Firenze, di qui strane peripezie con macchine e aerei privati). Sentiremo in futuro sicuramente ancora parlare di McEnroe, ma probabilmente non per come gioca le finali. DOPPIO A NOAH SINGOLARE MASCHILE - Wilander b. Jaite 6-3, 6-4, 6-4. SINGOLARE FEMMINILE - Graf b. Sabatini 7-5, 4-6, 6-0. DOPPIO MASCHILE - Forget-Noah b. Mecir-Smid 6-2, 6-7, 6-3. DOPPIO FEMMINILE - Navratilova-Sabatini b. Kohde Kilsch-Sukova 6-4, 6-1. SINGOLARE OVER 35 - Orantes b. A. Panatta 6-1, 6-0.